La torta dell’empatia

Per lavorare sull’empatia, non c’è nulla di meglio del coaching creativo. Il nostro obiettivo è quello di tornare a dei momenti di vera socialità, in cui stare insieme agli altri faccia stare meglio anche noi.

L’empatia, infatti, non si impara sui libri di testo, ma unicamente sporcandoci le mani e riscoprendo l’autenticità delle relazioni. Ecco perché, nell’esercizio di oggi, ti proponiamo di ripartire da un classico: una merenda tra amici, in compagnia di una deliziosa torta artigianale.

LA TORTA DELL’EMPATIA

Prepara una torta: noi ne abbiamo tirata fuori una con i ragnetti (sì, fa un po’ torta di Halloween, ma ci piace così tanto!), un vecchio progetto. In rete si trovano migliaia di tutorial e di consigli utili per realizzare una torta decorata come si deve.

Se ti senti coraggiosa/o, potresti organizzare un pomeriggio con i bimbi e i loro amichetti: una merenda tutti insieme per riscoprire il divertimento di mangiare qualcosa chiacchierando. Altrimenti, invita i tuoi amici.

Cerca di utilizzare la merenda come occasione: per parlare, per confidarsi, per esprimerci in tutta la nostra umanità. Il pericolo del mondo in cui viviamo è proprio quello di vedere annullata la nostra dimensione umana, sostituita dalle macchine, o peggio, dalla comunicazione martellante che tenta di plasmarci a suo uso e consumo. Tu sei tu, noi siamo noi: la riscoperta dell’Io e la sua rete di affetti e amicizie è ciò che ci renderà felici. Certo, non è semplice: ecco perché abbiamo cominciato dalla cucina, preparando la nostra torta dell’empatia.

I danesi chiamano questo momento “Klassen Tid”: è la loro ora settimanale di empatia. Noi potremmo chiamarlo mangiar bene, raccontarci qualche esperienza che ci ha colpito e, perché no, inventare una storia insieme.

Il primo obiettivo della torta dell’empatia è quello di dare vita ad uno spazio di digital detox: un momento per riflettere tra persone, senza il filtro dello smartphone e dei social network. Può sembrare strano, ma coltivare vere relazioni umane ci rende la vita migliore (anche a chi è più introverso, basta non esagerare!).

Il secondo obiettivo è quello di tornare a parlarci, a darci fiducia gli uni con gli altri: dovresti pensare che affidare un tuo pensiero ad un’amica/o sia un’opportunità e non un pericolo.

Se ti senti profondamente asociale o se non ritieni che la torta dell’empatia sia una buona soluzione, forse è meglio fare un passo indietro: prova a leggere il dilemma del porcospino e individua la tua dimensione sociale.