La volpe e le viole

Testo di: Alessia de Falco & Matteo Princivalle

La terra dormiva avvolta da una bianca coperta di neve. I bambini leggevano accanto ai caminetti e gli animali riposavano nelle loro case di terra e di legno. Tutti dormivano, tranne la volpe: lei non era capace di fare il letargo come i ricci e le marmotte. Ogni mattina usciva dalla sua tana e cercava qualcosa da mangiare scavando nella neve gelata con le sue zampine. La sua era una vita dura.

Un giorno vide in lontananza il re dell’inverno, insieme alla regina. La volpe andò a lamentarsi col sovrano:
“Fa freddo e la terra è coperta di neve ma io non posso andare in letargo. Perché devo soffrire il freddo e la fame?”
Il re disse alla volpe: “Vorrei tanto aiutarti, ma non posso cambiare le leggi. Mi dispiace”.

La regina dell’inverno, invece, le promise il suo aiuto: “Mio marito ha ragione, ma posso darti una buona ragione per uscire dalla tua tana d’inverno”.
Quella notte, mentre tutti dormivano, salì tra le nuvole e chiese alla principessa di neve certi semi. Poi tornò nel bosco e li sotterrò sotto la neve.

Il giorno dopo, quando la volpe si svegliò e uscì dalla sua tana, vide le viole fiorite che facevano capolino tra la neve. I loro petali colorati sembravano tante pietre preziose.
“Che bei fiori!” esclamò la volpe, piena di meraviglia. Andò a caccia contenta, fermandosi ad ammirare tutte le viole lungo il sentiero e così si dimenticò del freddo e del gelo.