L’ASILO CHIUSO PERCHE’ I BAMBINI FANNO RUMORE

A Milano, l’asilo nido “La locomotiva di Momo” rischia di chiudere: i condomini, infatti, sono infastiditi dai canti e dai rumori prodotti dai piccoli ospiti e hanno deciso di ricorrere in Tribunale per ottenere la chiusura dell’asilo. Chiusura che i giudici hanno confermato sia in primo che in secondo grado.
Mentre aspettiamo la sentenza della Cassazione, vale la pena riflettere un poco sugli spazi infantili: i bambini sono rumorosi e possono essere fastidiosi. Questa è una sacrosanta verità, al punto che un tempo si lasciavano scorrazzare tra i campi, ai margini delle città. Purtroppo oggi di campi aperti non ne sono rimasti molti e urge trovare una soluzione per questi piccoli.

I bambini hanno il sacrosanto diritto di fare rumore, di correre e di cantare. Negarglielo significa disintegrare l’infanzia, costringerli alla prigionia silenziosa dei dispositivi digitali con un impatto importante sul loro sviluppo e sulle loro prospettive di vita.
Se vogliamo espellere i bambini dai condomini, abbiamo però il dovere morale di assicurare loro uno spazio dieci volte più grande, in cui muoversi in libertà. A suon di divieti e di chiusure non si risolvono i problemi: si spostano semplicemente in casa d’altri.
La verità è che i nostri bambini stanno perdendo, uno per volta, tutti gli spazi che hanno contribuito alla crescita delle generazioni precedenti. Non a caso, alcuni pedagogisti parlano di infanzia prigioniera o infanzia in lattina. E allora, prima di parlare di evitare gli eccessi del digitale, occorre fare un serio esame di coscienza: le nostre città sono ancora spazi a misura di bambino (o in qualche modo tollerabili per un bambino)?

 

NOTA EDITORIALE: per quanto concerne la vicenda dell’asilo “La locomotiva di Momo” ci sono altre buone ragioni per schierarsi in difesa dei suoi bimbi. Tanto per cominciare, il fatto che la causa del condominio sia stata avviata in quanto “l’asilo è un’attività nella quale si pratica notoriamente la musica, vietata dal regolamento condominiale”, nonostante la corretta insonorizzazione dei locali dell’asilo. Da sei anni, la vicenda giudiziaria va avanti con motivazioni al limite del ridicolo. Per chi volesse farsi un’idea, è ben descritta in questa pagina del Corriere.