L’amore, anche quello incondizionato che si prova per i figli, non è a prova di errore. Se l’amore fosse perfezione, probabilmente non staremmo qui ad interrogarci tutti i giorni su cosa fare per migliorare. E invece lo facciamo, domandandoci spesso, molto spesso, perché non veniamo capiti da chi dice di volerci bene.

Ci mettiamo in discussione, ci chiediamo in che cosa siamo sbagliati, cerchiamo conferme anche futili, per sentirci un po’ meno imperfetti.

La realtà è che in ogni rapporto, genitore-figlio, marito-moglie, amici, la comunicazione gioca un ruolo fondamentale. Oggi vogliamo parlare di comunicazione persuasiva: a nostro avviso non va intesa come uno strumento per convincere le persone a fare qualcosa per noi, per ottenere uno scopo, ma riuscire a parlare al cuore dell’altro, entrando in sintonia. Solo così si può capire, solo così si può davvero cambiare.

Una buona comunicazione è composta in parti uguali da ascolto, assertività ed attenzione. O, in altre parole, di tre sfumature di una A più grande, che è quella della parola amore. Se andiamo indietro nel tempo, il grande filosofo Aristotele definiva la persuasione come l’arte di indurre le persone a compiere azioni che normalmente non farebbero, se non lo chiedessimo loro.

Questo potrebbe portarci a ritenere che comunicare bene significhi convincere o influenzare sapientemente, fino a portare dalla nostra parte. In realtà, perché la comunicazione sia persuasiva, occorre mettere in azione il cuore: esistono migliaia di corsi su come comunicare ma, finchè non troviamo la chiave per entrare in sintonia con il nostro interlocutore, togliendo i filtri del nostro pensiero, non ce la faremo mai a convincere davvero.

E, prima ancora di convincere gli altri, dobbiamo imparare a conoscere molto bene noi stessi, capendo esattamente quali sono le idee in cui crediamo davvero. E come ci sentiamo.

NUTRIAMO IL NOSTRO CUORE, COMUNICANDO BENE

Vi facciamo leggere un breve brano, “I due lupi”, per focalizzare l’attenzione su quanto detto in precedenza:

Un anziano e saggio indiano, forse Apache o forse Hopi, per educare i suoi nipoti, raccontò una storia:
“Dentro di me infuria una lotta, è una lotta terribile fra due lupi. Un lupo rappresenta la paura, la rabbia, l’invidia, il dolore, il rimorso, l’avidità, l’arroganza, l’autocommiserazione, il senso di colpa, il rancore, il senso d’inferiorità, il mentire, la vanagloria, la rivalità, il senso di superiorità e l’egoismo.
L’altro lupo rappresenta la gioia, la pace, l’amore, la speranza, il condividere, la serenità, l’umiltà, la gentilezza, l’amicizia, la compassione, la generosità, la sincerità e la fiducia.
La stessa lotta si sta svolgendo dentro di voi e anche dentro ogni altra persona.”
I nipoti rifletterono su queste parole per un po’ e poi uno di essi chiese: “Quale dei due vincerà?”
L’anziano rispose semplicemente: “Quello che nutri”.

Finchè non troviamo un vincitore a questa lotta, sarà difficile comunicar-ci efficacemente. Per farlo, la domanda da porci è:

Cosa mi fa stare davvero bene?

Se la risposta è sincera, avete trovato la chiave di volta per comunicare efficacemente a voi stessi. Il passaggio successivo sarà comunicare agli altri. Come? Leggete il nostro Spunt-esercizio di oggi.

SPUNT-Esercizio: le 3 A della comunicazione persuasiva

La capacità di comunicare in modo persuasivo riveste un’importanza notevole nella vita quotidiana, sia nella sfera personale che nell’ambito professionale, determinando molto spesso il successo delle nostre iniziative. Per allenarci, proviamo a focalizzare l’attenzione sulle 3A (le sigle che tanto amiamo ci aiutano a ricordare): assertività, ascolto, attenzione.

Il potere delle parole: impariamo l’assertività
L’assertività è un dono da coltivare: una delle definizioni più belle è stata data da Sue Hadfield e Gill Hasson, autrici del libro “Come essere assertivi in ogni situazione“. Nel libro si dice che l’assertività è quel comportamento che consente ad un individuo di difendere i propri interessi, affermare il proprio punto di vista ed esprimere i propri pensieri, con disinvoltura, senza ansia e nel rispetto degli altri.

Come fare? Allenando la propria autostima e l’autocontrollo. Insomma, contare fino a dieci prima di partire e ricordarsi sempre che la ragione sta nel mezzo sono due consigli che risalgono alla notte dei tempi, ma restano validi.

Saper ascoltare
L’ascolto attivo è uno degli aspetti cruciali della comunicazione: la persuasione efficace nasce proprio dalla capacità di ascoltare e comprendere ciò che l’altro o gli altri ci stanno dicendo. Questo non vuol dire solo stare in silenzio, ma permettere al prossimo di iniziare e terminare un discorso, senza interruzioni e senza concludere al suo posto il pensiero che sta formulando.

Significa fare un passo indietro anche se si è convinti di aver ragione, cercando di non essere invadenti o arroganti. Ascoltare attivamente è un gesto che contribuisce ad aumentare l’autostima: diversamente, l’interlocutore si sentirà svalutato e ne soffrirà.

Offrire attenzione
Spesso pensiamo erroneamente che prestare attenzione al discorso dell’altro sia un semplice ascolto passivo. In realtà se ascoltiamo davvero, dando un feedback emotivo alle parole dell’altro, confermiamo con l’ascolto la coerenza della nostra comunicazione.

Persuadere non significa prevaricare o parlare sopra, ma lasciare un segnale profondo di empatia.
Tutto questo è possibile sono quando c’è vero e sincero interesse in quello che l’altro sta dicendo.
Per far sì che ciò accada, traduciamo lo Spunt-Esercizio di oggi in poesia: leggete “Se” di Rudyard Kipling:

Se saprai conservare la testa, quando intorno a te tutti perderanno la loro e te ne faranno una colpa;
se crederai in te stesso quando tutti dubiteranno, ma saprai capire il loro dubbio;
se saprai aspettare senza stancarti nell’attesa, ed essere calunniato senza calunniare;
o essere odiato senza dare tu sfogo all’odio, e non apparir troppo bello, né dire cose troppo sagge;
se saprai sognare senza fare del sogno il tuo padrone; se saprai pensare senza fare del pensiero il tuo fine;
se saprai incontrare il trionfo ed il disastro e trattare questi due impostori nello stesso modo;
se saprai sopportare di sentire le tue parole giuste falsate da furfanti per ingannare gli sciocchi; o vedere le cose per cui hai dato la vita spezzate, e curvarti e ricostruirle con logori utensili;
se saprai fare un mucchio di tutte le tue vincite e rischiarle in un giro di testa e croce; e perdere e ricominciare da capo senza fiatare sulle tue perdite;
se saprai forzare il tuo cuore, i nervi e i tendini per assecondare il tuo volere, anche quando essi sono consumati; e così resistere, quando non c’è più niente in te, tranne che la volontà che dice loro: “tenete duro!”;
se saprai parlare alle folle e mantenerti virtuoso, passeggiare con i re e non perdere la semplicità;
se né i nemici, né gli amici potranno offenderti,
se tutti conteranno, ma nessuno troppo;
se saprai riempire il minuto inesorabile, dando valore ad ognuno di quei sessanta secondi…
tuo sarà il mondo e tutto ciò che esso contiene, e, ciò che più conta, tu sarai un Uomo, figlio mio.

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