Se il mondo fa paura, raccontiamo una fiaba!

Non facciamoci fermare dalle nostre paure

A nessuno piace morire, sceriffo, ma chi ha paura muore un po’ tante volte, mentre chi non ha paura, muore una volta sola.

E’ una frase tratta da uno spaghetti-western, che ci serviva per introdurre un argomento a cui tanto abbiamo pensato in questi giorni: la paura. Paura di morire, magari in un attentato. Ma anche paura di non essere all’altezza, paura di perdere una persona cara, paura di soffrire, paura del buio. Sin da piccoli, la paura è un sentimento con cui dobbiamo convivere. Paradossalmente, la paura non deve essere considerata un nemico, ma un aiuto.

E’ grazie a questo sentimento che, spesso, riusciamo a metterci in contatto con le parti più profonde e sconosciute di noi; a riconoscere i nostri limiti e a capire che la vita va accettata con speranza, non con rabbia o senso di rassegnazione. Sicuramente non siamo eterni e molto probabilmente siamo in equilibrio precario su in filo appeso chissà dove.

Nascondere la testa sotto la sabbia, voltarsi per non vedere, è però inutile: siamo noi, sempre, a scegliere la strada da percorrere. Ecco perché è importante, anche con i nostri bambini, parlare di ciò che ci preoccupa o ci affligge. Trovando le parole giuste, chiaramente. In questo senso, le fiabe sono un validissimo aiuto. Sicuramente il linguaggio della fantasia ci porta lontano, così lontano da farci vedere i problemi sotto la giusta prospettiva. Aiutandoci a sconfiggerli insieme.

Non aprire quella porta: si ha paura dell’ignoto, per quello è meglio sapere

In fondo lo sappiamo: le cose che più temiamo sono quelle che non possiamo controllare. Un’esplosione nel cuore di una metropoli, un male incurabile, ciò che non sappiamo spiegare razionalmente. Da piccoli, sotto le coperte, temevamo di guardare dietro la porta, perché forse ci avremmo trovato un mostro.

Oggi la paura più grande è forse di non essere stati capace di lasciare un mondo bello ai nostri bambini. Li vediamo crescere tra guerre lontane e vicine, tra pericoli di varia natura. Talvolta non sappiamo cosa dire loro, come spiegargli perché durante il telegiornale scorrono immagini cruente, perché ci sono bambini scalzi che cercano di approdare sulle nostre coste.

E’ difficile darsi delle risposte, ancora di più darle ai più piccoli. Il consiglio è però di non nascondersi, ma di affrontare, con parole giuste e calibrate, in base all’età, i temi di attualità o le domande che ci vengono poste. Nascondersi non serve. Trovare risposte giuste, anche aiutandosi con la fantasia, sì.

Le fiabe che ci aiutano a rappresentare le emozioni

Abbiamo detto che le paure servono a ricordarci che dentro di noi esiste un luogo misterioso che non conosciamo. E’ il nostro modo di ammettere che, sebbene si cerchi di controllare tutto attraverso ragionamenti e razionalizzazioni, in realtà non tutto può essere controllato.


Le paure indicano che possiamo perderci, che la vita non è una strada dritta ma un labirinto, in cui probabilmente incontreremo mostri. Le fiabe ci aiutano a capire e a spiegare a noi e ai nostri bambini che spesso i mostri sono dentro di noi e siamo noi a renderli tali. Per questo vale la pena di fermarsi, e ritornare bambini insieme. Dirsi “C’era una volta un’emozione”, cercare insieme proprio quell’emozione che ci scuote nel profondo e viverla fino in fondo, guardando i lati bui in attesa di vedere di nuovo la luce: è il giusto modo per affrontare la vita.

Le fiabe, quelle che raccontiamo ai bambini e dovremmo ricominciare a raccontarci, ci insegnano proprio questo. A non temere il nostro peggio nemico, noi stessi.

Educhiamoci alla speranza. Per crescere bambini forti e preparati alla vita

Paura e vita vanno di pari passo. Non stiamo dicendo di nascondere la realtà ai nostri bambini, o di cercare di non affrontarla noi. Ma siamo convinti che oggi, davvero troppo spesso, le paure nascano da sensazioni che vengono ingigantite e diventano virali, da informazioni non complete o di parte, dal nostro correre, senza riflettere con profondità.

Fermiamoci e prendiamoci del tempo per leggere. Prendiamoci del tempo per pensare e per affrontare le nostre emozioni. Quel “c’era una volta” ci aiuterà a capire che il primo mostro di cui abbiamo paura siamo proprio noi. E questo “mostro” lo possiamo vincere solo educandoci alla speranza. La stessa che hanno i nostri bambini, davvero maestri in questo, davanti alle piccole e grandi avventure della vita. Non perdiamo mai la speranza. Cerchiamo le parole giuste nei libri, per poi viverle nella nostra quotidianità. Ne abbiamo tanto bisogno.

I tre piccoli gufi è un classico, da affrontare coi bambini per scoprire temi quali speranza e abbandono: scopritelo

In fondo temiamo noi stessi, camuffando questo in paura dell’altro, di ciò che può farci male. Le paure sono il territorio sconosciuto, il bosco oscuro delle fiabe: quando ho paura, realizzo che c’è qualcosa che non conosco. Esemplare è I tre piccoli gufi, un albo che tratta di cuccioli e di paura del buio, con poesia, immaginazione e arte.

L’incertezza è il primo insegnamento che traiamo dalla fantasia: dove le nostre sicurezze svaniscono, allora capiamo che non tutto può essere deciso, che lo schema della razionalità verrà prima o poi spezzato. Le paure ci fanno rassegnare: non c’è un’unica strada e forse ci perderemo nel bosco. Ma possiamo essere eroi e ritrovare la strada. Sperando, perché la speranza è l’unica cosa che nessuna realtà, nemmeno la più tetra, potrà mai strapparci.

a cura di Alessia de Falco