Pochi giorni prima del Natale, il 13 dicembre, in molte regioni italiane, si festeggia Santa Lucia. E’ una tradizione antica che in molti portano avanti tutt’ora: i bambini scrivono una letterina, spiegando se sono stati buoni e si sono comportati bene per tutto l’anno e chiedendo in regalo dei doni. Poi lasciano pronto del cibo sul davanzale, prima di andare a nanna, e si svegliano il giorno dopo, curiosi di scoprire se ci sono doni per loro.

Nei Paesi scandinavi, che tanto amano la santa siciliana, tradizione vuole che il 13 dicembre, di primo mattino, un corteo di giovani fanciulle vestite in abiti bianchi cinti da un nastro rosso e con le candele in mano, avanzi cantando attraverso i luoghi di lavoro, le scuole, le chiese e a volte anche per le strade delle città. A guidare la processione è una giovane prescelta, la novella santa Lucia, che porta sul capo una corona di candele.

CHI ERA SANTA LUCIA

Per raccontarla, usiamo l’arte che amiamo tanto. In questo caso, un poemetto in prosa dello spagnolo Federico Garcia Lorca, intitolato Santa Lucia e San Lazzaro. Forse non adatto ai bambini, ma sicuramente capace di toccare il cuore degli adulti, indipendentemente dalla fede:

Sulla porta lessi questo cartello: locanda Santa Lucia.
Santa Lucia era una bella ragazza di Siracusa.
La pitturano con due bellissimi occhi di bue su un vassoio.
Sopportò il supplizio sotto il consolato di Pascasiano che aveva i baffi di argento e ululava come un cane da guardia. Come tutti i santi, propose e risolse teoremi deliziosi, di fronte ai quali gli apparecchi di fisica spaccano i loro vetri.
Dimostrò sulla pubblica piazza, di fronte alla sorpresa del popolo, che 1000 uomini e 50 paia di buoi non vincono la colombella sfavillante dello Spirito Santo. Il suo corpo, il suo corpaccio, diventò di piombo premuto. Nostro Signore, sicuramente, stava seduto con lo scettro della corona sulla sua cintura. Santa Lucia era una ragazza alta, col seno piccolo i fianchi larghi. Come tutte le donne selvagge, e di occhi troppo grandi, da uomo, con una molesta luce scura. Spirò su un letto di fiamme.



RISCOPRIAMO IL VALORE DELLA TRADIZIONE

Nell’epoca del progresso tecnico e di quella cultura orientata forse troppo spesso ciecamente ad una frenetica e costante crescita economica, pensiamo che sia doveroso, seppur nel nostro piccolo, provare a svolgere un’azione di preservazione e valorizzazione della preziosa identità culturale data dalla tradizione. La perdita della memoria, delle lingue dialettali, la mancata attenzione verso le tradizioni locali (sedimentati in leggende, nomi, riti, calendari, saghe, canti, ordinamenti urbanistici, figurazioni della morte) o dei lavori tipici, rischia di far dissolvere il potere della storia e della cultura.

VEICOLARE I CONTENUTI DELLA TRADIZIONE COME MESSAGGIO EDUCATIVO

Indipendentemente dai contenuti che si vogliono veicolare, un accorgimento necessario è adeguare il livello di comunicazione all’età del bambino e anche gli eventuali lavori creativi a supporto. Ad esempio, per raccontare Santa Lucia, possiamo usare le filastrocche, che con la loro ritmica ed il loro linguaggio accessibile sin da piccoli ben si prestano a familiarizzare con la tradizione e a riflettere sul concetto del dono e dell’attesa.

FILASTROCCHE SU SANTA LUCIA

SANTA LUCIA di M. Ottone

M’han detto che quest’oggi
la giornata sarà breve,
che magari farà brutto,
ci sarà pure la neve.
È per questo che al balcone
hanno messo una candela
per far luce nella sera
e per farla meno nera.
Così quando sarà notte,
la più lunga che ci sia,
se sarò davvero bravo,
passerà Santa Lucia.

Un modo per riflettere sulla magia del giorno più buio dell’anno, che allo stesso tempo, si fa momento di luce, riscaldando i cuori. Un modo per dirci di non smettere mai di sperare, perchè, anche nella notte più nera, può arrivare la magia di un dono inaspettato.

SANTA LUCIA di L. I. Traversa

Presto, presto per la via
giunge ormai Santa Lucia:
per i bimbi che son buoni
Ella ha dolci e ricchi doni.
A caval d’un somarello
bigio e liscio, tanto bello,
ecco qua Santa Lucia
con la cara compagnia.
A chi dona una trombetta,
a chi dà una bamboletta;
a chi offre una capanna
con Gesù che fa la nanna.
Ha i Re Magi ed i pastori,
statuette e bei colori;
ha la stella di Natale
e nessuna a questa è uguale.
Cara è Santa Lucia
che il presepio fa per via.
Il Natale del Bambino
Ella annuncia assai vicino.

Il presepe che si fa vita, lungo la strada: un messaggio per tutti noi che ci apprestiamo a vivere le feste e che, per renderle cariche di valore, dovremmo viverle ogni giorno un po’. Ricordandoci, grazie a Santa Lucia, che “O è Natale sempre, o non è Natale mai”.