LE PUNIZIONI FISICHE NON SERVONO A NULLA

Nonostante ogni tanto qualcuno ricordi nostalgicamente le “legnate” di altri tempi, nessun educatore, psicologo o pedagogista è riuscito – ad oggi – a dimostrare l’efficacia delle punizioni fisiche. Al contrario, tutti gli studi che analizzano i risvolti educativi e sociali della disciplina fisica finiscono per correlarle con abusi di sostanze, comportamenti violenti e in generale, un’autostima sotto la media. Ecco cosa ci dice Jessica Alexander ne “Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni“:

Una recente analisi dei risultati di una importante ricerca, svolta nell’arco di due decenni, sugli effetti che alla lunga la punizione fisica provoca sui bambini, è giunta alla conclusione che non solo le sculacciate non funzionano, ma nel tempo possono veramente causare seri danni per lo sviluppo dei bambini. La ricerca ha scoperto che, indipendentemente dall’età o dal campione dei bambini, nemmeno uno tra più di ottanta studi è riuscito a trovare un minimo aspetto positivo della punizione corporale. Nemmeno uno. Ciò che ha effettivamente trovato è che: i bambini che sono stati sculacciati possono sentirsi depressi e sminuiti; il loro senso di autostima può essere minato; le punizioni severe possono finire col provocare l’effetto contrario perché i bambini possono raccontare bugie per evitare disperatamente di essere sculacciati; la punizione fisica è collegata nel tempo a problemi di salute mentale, inclusi la depressione, l’ansia, e l’abuso di droghe e alcol. C’è poi la prova, ottenuta con l’utilizzo di tecnologie di neuroimmagine, che la punizione fisica può alterare parti del cervello coinvolte nello svolgimento dei test per il quoziente intellettivo e può aumentare la probabilità di fare uso di sostanze stupefacenti“.

Anche Paolo Crepet sostiene che l’unico effetto di uno schiaffo è quello di dimostrare il fallimento educativo di chi lo sferra. Quindi: nessun senso di colpa se ne scappa uno per sfinimento, ma sia chiaro, non è uno strumento educativo né si può pensare di crescere un figlio ricorrendo sistematicamente alla punizione fisica. La soluzione è quella di sostituire i metodi autoritari, come la disciplina fisica, con uno stile educativo autorevole: regole chiare e senza eccezioni, onestà e autenticità, ma anche attenzione ai bisogni emotivi dei bambini.

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