Le sorelle del salice

Testo di: Antonio Bauleo

Un uomo decise di fare una passeggiata: voleva respirare un po’ di aria fresca, come non faceva da tempo. Uscì e si mise a camminare, ammirando il mondo. Lungo la strada incontrò un uccello, che si nascondeva tra i rami di un albero; poi incontrò altri animali, che girovagavano senza meta, alla ricerca di una nuova terra accogliente. Ma l’aria fresca non c’era più: ormai si respirava a fatica.

L’uomo si fermò sotto un salice e cominciò a pensare: per un istante, il mondo intorno a lui scomparve e il rumore della città si interruppe. Nel silenzio, il vento gli portò la voce di una delle foglie, che sussurrava: “Viaggiatore, tu non hai pace. Cosa stai cercando?”

“Voglio scoprire il significato di tutte le cose. Cerco di dare un senso al passato e di immaginare il futuro”.

“Noi foglie l’abbiamo scoperto da millenni: doniamo aria pura. Ma gli uomini la consumano troppo in fretta. Pensate solo al futuro e non vi accorgete del presente: l’aria è finita e presto nessuno riuscirà più a respirare”.

L’uomo intese quelle parole e si intristì.

“Posso sapere come ti chiami?” chiese alla foglia.
“Siamo le sorelle del salice”.

Tornato a casa, l’uomo pianse e dove le sue lacrime avevano inzuppato la terra piantò un seme, che germogliò dando nuova vita.

Da quel giorno, tutti i giorni si fermò ad ascoltare la voce delle foglie e del vento, aspettando che gli rivelassero qualche altro segreto, ma quelle foglie non facevano altro che piangere e dal loro pianto spuntavano gemme.

Infine, un giorno l’uomo capì che quelle foglie erano le sue figlie e che desideravano soltanto conoscere il loro padre. Ma lui era troppo impegnato a viaggiare e a pensare per ascoltarle.

In quell’istante si fermò e gli parve di aver compreso il senso della vita.