L’EDUCAZIONE AL CONSUMO CONSAPEVOLE

progetti didattici

L’educazione del bambino, in un’epoca dominata dai rapporti commerciali e dal consumo di beni, non può prescindere dall’educazione al consumo consapevole. Può sembrare un gioco di parole, ma educare la mente di chi domani acquisterà beni e servizi è fondamentale per garantirgli consapevolezza e felicità. Solo una mente ben allenata, infatti, è capace di interpretare le comunicazioni commerciali in modo accorto.

Una persona molto povera e indigente potrà pensare che sarebbe magnifico possedere un’automobile o un televisore e, se li acquistasse, all’inizio si sentirebbe molto felice. Ora, se tale felicità fosse qualcosa di permanente, durerebbe per sempre. Ma non è così: essa passa. Dopo pochi mesi quella persona vuole cambiare modello; gli stessi oggetti, ormai vecchi, ora causano insoddisfazione. Questa è la natura del mutamento“.
Dalai Lama

Questo insegnamento si può portare nella vita in famiglia: impariamo a ragionare e riflettere insieme prima di acquistare qualcosa: ci serve davvero? Educare i bambini all’acquisto consapevole significa, indirettamente, insegnar loro che il possesso non è importante, che le cose vengono in secondo piano e che in cima ai nostri pensieri troviamo il rispetto delle persone a cui vogliamo bene. Rispetto che passa anche da una gestione consapevole delle finanze. Questo discorso a proposito di rispetto e possesso non è troppo diverso da quello che Paolo Crepet propone a proposito di un tema ben più grave, la violenza sulle donne. Il violento, dice lo psichiatra, è una persona che al rispetto ha sostituito il possesso.
Forse, se imparassimo a rinunciare al possesso compulsivo, anche la violenza potrebbe subire una battuta d’arresto.

FONTI

Dalai Lama, La via della tranquillità, Rizzoli, 2000 (ed. originale 1998)