L’EMPATIA E’ INNATA IN TUTTI NOI, MA VA ESERCITATA

empatia

L’idea che esista un’intelligenza emotiva non è nuova. Benché gli scienziati non si siano ancora messi d’accordo su come questa possa essere misurata, sul fatto che esista possediamo una ragionevole certezza. Da questa semplice considerazione, possiamo trarre una conclusione altrettanto semplice: così come tutte le forme di intelligenza, anche l’intelligenza emotiva deve essere esercitata.

L’empatia è uno degli aspetti di cui si compone l’intelligenza emotiva ed è definita come la capacità di comprendere i sentimenti e le emozioni degli altri. Anche l’empatia deve essere esercitata. Ma come possiamo riuscirci? L’esercizio più semplice è quello di smettere di parlare e metterci in ascolto. Solo ascoltando gli altri è possibile sintonizzarsi sul loro “canale emotivo”, uscire dal nostro egocentrismo e comprendere realmente i problemi degli altri.

“L‘auto-assorbimento in tutte le sue forme uccide l’empatia, figuriamoci la compassione.Quando ci concentriamo su noi stessii nostri problemi e preoccupazioni sembrano di grandi dimensioniMa quando ci concentriamo su altri, il nostro mondo si espandeI nostri problemi si spostano verso la periferia della mente, sembrano più piccoli e noi aumentare la nostra capacità di connessione o l’azione compassionevole”.
Daniel Goleman

La scuola danese, da anni, propone un’ora la settimana in cui ci si siede in cerchio e ci si parla, raccontando i problemi di ciascuno. Attività come questa non sono certo una novità: ci sono maestre, anche nel nostro paese, che le praticano da decenni. Si tratta di una vera e propria ora di ascolto. Durante quest’ora, è vietato esprimere giudizi o dare consigli non richiesti (due buone pratiche che dovrebbero valere anche per la vita quotidiana.

Perché non proviamo anche noi ad introdurre dei piccoli momenti come questo a casa e a scuola? A casa è sicuramente più semplice. Le regole fondamentali sono:

  • Ascolto: mentre una persona parla, gli altri ascoltano senza intervenire (è la parte più difficile);
  • No ai giudizi: arrivati al momento di discutere insieme, non si deve giudicare quanto si è ascoltato, ma unicamente esporre il proprio punto di vista;
  • No ai consigli non richiesti: se viene richiesto un consiglio, è giusto darlo; in caso contrario, meglio astenersi.