Lettera a un/a giovane manifestante per il clima

Venerdì 27 settembre 2019 ci sarà una grande manifestazione contro il cambiamento climatico.
Oggi il Ministro dell’Istruzione ha chiesto – pur nella libertà garantita dall’autonomia di ciascuna scuola – di ritenere quelle assenze giustificate. Anche noi vogliamo scrivere la nostra lettera; ci rivolgiamo ai nostri bambini, ma parliamo al mondo intero.

LETTERA A UN/A GIOVANE MANIFESTANTE PER IL CLIMA

Se deciderai di manifestare, venerdì, comprenderemo la tua scelta.
Ti giustificheremo, chiuderemo un occhio, proprio come hanno fatto i nostri genitori prima di noi.
Farete rumore. Ti chiameranno eroe, idealista, rivoluzionario, e ti farà bene.
Ma stai in guardia: ci sarà anche chi ti darà del somaro, chi dirà che sei un perdigiorno e che avresti fatto meglio a studiare.

Noi evitiamo i giudizi. I giudizi non fanno bene a nessuno, se non a chi li impone.
Però, ti offriamo il nostro punto di vista.
Immaginaci tutti insieme, la sera dopo la manifestazione, a tavola.
La cena è sempre stata una bella occasione per parlare.
Immagina le nostre domande, le domande che, inevitabilmente, ti faremo.

“Eravate in molti oggi a manifestare?”
“Moltissimi”.
“Quanti tra voi avevano con sé il loro smartphone?”
“Tutti (o quasi, mica faccio statistica!)”.
“Quanti di voi hanno ripreso i momenti della manifestazione per condividerli con gli amici?”
“Tutti (o quasi, ho già detto che non mi occupo di statistica!)”.
“Ti sei mai chiesta/o quanta energia elettrica è stata consumata per alimentare quegli smartphone, per caricare i video in rete e quanta energia consumeranno tutti coloro che li guarderanno?”
Silenzio.
“Ti sei mai chiesta/o quale parte di quell’energia viene prodotta bruciando carbone?”
Ancora silenzio.
“Sai quanta energia consumiamo ogni giorno per alimentare internet? Tra il 7 e il 12% del consumo globale di energia nel 2017, e la quota è destinata a crescere. I calcoli, però, sono molto complessi, non è facile fare una stima”.

“Sai quale voce incide per la maggior parte di quel consumo?”
“I video?“
“Bravissima/o. Lo streaming video divora una quantità di energia inimmaginabile”.
Ti sei mai chiesta/o se è possibile ridurre questo consumo? Cosa potremmo fare?”
“Spegnere lo smartphone?“
“Forse sì. Potremmo cenare con lo smartphone spento e parlare tra noi. Le nostre parole e i nostri sguardi non consumano energia elettrica!”

Potremmo spingerci oltre: potremmo parlare della moda a basso costo – un tema che riguarda anche voi ragazzi – e dei suoi danni all’ambiente.
Invece, decidiamo di fermarci qui.
Non è nostra intenzione mettere in difficoltà una giovane mente in cerca di un buon ideale.

Probabilmente, nella ressa, è mancato il tempo per queste riflessioni.
Il punto è che per combattere il cambiamento climatico devi studiare.
Devi capire come consumiamo le nostre risorse, perché avveleniamo il nostro pianeta.
Devi arrivare alla causa profonda di tutto questo: il cambiamento climatico siamo noi.
Noi che amiamo la comodità, noi che chiamiamo un fattorino – o rider, a te la scelta – perfino per una lattina di birra o per un paio di mutande. Noi che viviamo attaccati al nostro schermo come androidi.
E insieme a noi, ci sei anche tu.

Rifletti su queste parole quando griderai al mondo la tua rabbia. Ti servirà fiato.
Grida anche per noi, perché non ci saremo.
No, non ti stiamo abbandonando, ma la nostra battaglia è un’altra: dobbiamo trovare un modo per raggiungere milioni di ragazzi con queste parole; dobbiamo convincerli, quando avranno finito di urlare, a cambiare davvero.
Non è facile: stiamo parlando delle abitudini di sette miliardi di persone.
Siamo idealisti quanto te. Anzi, peggio: siamo ambiziosi.
In bocca al lupo (reciproco).