Gli italiani leggono poco? Un’ora di lettura obbligatoria a scuola

Come ogni anno, l’Istat traccia il profilo dei consumi nel nostro Paese, evidenziando, come spesso è capitato nel passato recente, un dato allarmante: solo il 40,5% degli italiani ha dichiarato di aver letto almeno un libro durante l’ultimo anno, 1,5% in meno rispetto al 2015.

In materia si è focalizzato un recente disegno di legge, relativo alle “Disposizioni per la diffusione del libro su qualsiasi supporto e per la promozione della lettura”, per il momento tra la commissione cultura e la commissione bilancio. L’idea è ispirata alle pratiche di altri Paesi europei che dedicano un’ora alla lettura in tutti i gradi della scuola.

LEGGERE E SAPER LEGGERE: UN PIACERE E UNA RESPONSABILITA’ SOCIALE

Di recente, su Internazionale, il giornalista Christian Raimo ha avviato una riflessione sulla scuola:

Un programma senza un osservatorio è inutile. E una cosa simile si può dire delle iniziative dei bonus docenti e dei bonus diciottenni di 500 euro finanziati dagli ultimi governi per i consumi culturali. Per fare un semplice esempio: gli insegnanti per l’anno 2016/2017 hanno speso circa 200 milioni di euro in hardware e software nuovo, ma solo 38 milioni di euro in libri. Dare soldi a pioggia – ma senza una programmazione né una sistematicità – per incrementare i consumi o la disponibilità non significa fare educazione alla lettura, né in generale formazione culturale.

Oggi tendiamo molto a focalizzare l’attenzione sulle competenze digitali, dimenticando lo stretto legame tra “vecchi” e nuovi media. Va da sè anche nella definizione:

Con literacy si intende la capacità di accedere, analizzare, valutare e produrre messaggi in tutti i formati della comunicazione mediale.

Aufderheide, 1993

Leggere è una competenza che aiuta non soltanto a sviluppare una propria forma mentis, ma anche ad interfacciarsi in maniera più analitica con il mondo digitale.

In un mondo mediato da Internet, tornare ai libri cartacei significa riacquisire competenze della lettura che si stanno perdendo, “determinando un riposizionamento del ruolo dell’utente che inizia a far parte di pubblici sempre più critici e attivi nei processi di mediazione”. (Silverstone 2005).

IL RUOLO DELLE FAMIGLIE NELLA DIFFUSIONE DELLA LETTURA

Non dimentichiamoci che la scuola può fare molto, ma l’esempio parte dalle famiglie. Come più volte abbiamo evidenziato, non si può pretendere che i nostri figli leggano se noi per primi non siamo in grado di trasmettere loro l’amore per la lettura.

Da cosa cominciare? Da qualcosa che piace, che ci appassiona: cerchiamo di capire cosa può catturare l’interesse dei bambini e proviamo a proporre loro storie ed avventure. Iniziamo con il leggerle insieme, per poi, pian piano, avviarli alla scoperta autonoma della bellezza dei libri e del mondo della fantasia.

E se volete, date un’occhiata alla nostra selezione di libri per il 2018. Buona lettura!