poesie sulla libertà

In questo articolo abbiamo raccolto una selezione di poesie sulla libertà, per riflettere sul suo significato. Che cos’è la libertà? Prova a rispondere a questa domanda cercando tra i versi qui sotto.

LA LIBERTÀ

Alessia de Falco & Matteo Princivalle

C’era una volta il piccolo Goccia,
un pesciolino che abitava in una boccia.
La sua boccia era sul fondo del mare
ma lui non usciva mai a nuotare.
Un giorno un pescatore lo contestò:
staresti bene anche sul mio comò,
mio caro e piccolo Goccia,
sei sempre fermo nella tua boccia!
La libertà non è fatta di grandi pretese,
non è fatta di viaggi, né di grandi imprese.
Vivo in una boccia, ma ho tutto lo stagno a disposizione
se abitassi su un comò, sarebbe una prigione.

Questa filastrocca è un adattamento in versi di un racconto breve di Dino Buzzati (che ti invitiamo a leggere e diffondere) dal titolo “La libertà“. In questo articolo trovi il testo, adattato per bambini, in prosa.

IL LUPO E IL CANE

Alessia de Falco & Matteo Princivalle

Un lupo uscì dal bosco, spinto dalla fame
entrò in un villaggio, e lì incontrò un cane.
“Amico mio, sei davvero ben pasciuto
ma questo ben di Dio, da dove ti è piovuto?
È il mio padrone, mi dà carne, arrosto e vino
in cambio scaccio i ladri dal giardino.
E dimmi, che cos’è quel brutto segno
che hai sul collo; t’ha ferito un legno?
Durante il giorno sto legato ad un cancello,
indosso un catenaccio, e così mi spello.
Amico, tieni pure il cibo le tue catene,
preferisco la libertà, con tutte le sue pene.

Questa filastrocca è un adattamento poetico di una famosissima favola di Esopo, “Il lupo e il cane“. Questa favola è particolarmente adatta per parlare di libertà ai bambini; il suo significato, infatti, è ampio e immediato.

VIVA LA LIBERTÀ

Gianni Rodari

Viva la primavera
che viaggia liberamente
di frontiera in frontiera
senza passaporto,
con un seguito di primule,
mughetti e ciclamini
che attraversando i confini
cambiano nome come
passeggeri clandestini.
tutti i fiori del mondo son fratelli.

DOVE NASCE IL GIORNO

di Guatan Tavara

Il giorno non nasce in tutte le parti del mondo,
ma solo in segreto,
là dove nessuno lo vede.
Da niente diventa increspatura di vita,
da buio diventa cammino,
da notte diventa orizzonte
Il giorno non ha fretta di diventare colore
ma si tinge lentamente
salendo dal cuore del mondo
scalda pian piano il manto del mondo
come il respiro che esce dal freddo letargo infinito dell’insensibilità
seziona il nero come a cercare nella notte dell’anima
quell’unica luce della fratellanza
e solo alla fine si lascia trovare.

BALLATA DEL SAPERE

Bertold Brecht

Il poveraccio sgobba notte e giorno:
quel che gli manca, suda e non ce l’ha,
e quel che ha, cioè i suoi guaì, si tiene.
Questo perché? Ma perché nulla sa!
Chi un cavallo possiede è cavaliere,
chi non ce l’ha, schiacciato finirà.
Dalla scienza dipende ogni mestiere
perché il guadagno è sempre di chi sa.
Quando capisco, io, piccolo mercante,
che farla ai pescecani non si può,
mi strappo i peli dalla zucca, e penso
se pescecane mai diventerò.
Lui sa quel che da secoli la gente
per la pagnotta e un calcio ha fatto e fa:
il suo compenso è di non far mai niente:
ha il suo guadagno; è lui quello che sa.
Chi sente, per esempio male ai reni
al dottore la groppa mostrerà.
Il malato se n’esce a quattro zampe
ma prima paga: è il medico che sa.
Sa il nome del malanno, e sa il contante
che ha tolto a un altro tale poco fa.
Si chi non sa rimane un mendicante,
mentre il guadagno è sempre di chi sa.
Nell’amore ci sono due destini:
se l’uno è amato, l’altro lo amerà.
Ad uno toccan gioie, all’altro pene,
l’uno dà, l’altro prende: così va.
Copriti il viso quando avvampa, e il cuore
non mostri mai lo strazio che ti dà.
Tu muori, se un coltello dai al tuo amore:
guadagna, se l’ami, e lui lo sa.

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