Viviamo in un mondo che ci riempie di spiegazioni, richieste e talvolta non, ma spesso è povero di significati. Per capirlo, ci basta osservare i bambini: con uno sguardo, un sorriso, un’espressione buffa, sono in grado di parlare più di mille discorsi. Sanno dire “Ti voglio bene” in una frazione di secondo, il tempo di osservarci. Ci lasciano un segno profondo che entra nel cuore, più delle parole, più delle risposte.

Noi adulti siamo ancora capaci di tutto questo? Quando menzioniamo l’empatia, al di là delle teorizzazioni, parliamo soprattutto di una sfida: lasciare aperta la comunicazione “cuore a cuore”, darci la possibilità di ascoltare senza filtri, senza fossilizzarci in modi di essere standardizzati.

Tornare ad essere empatici significa buttare un secchio di colore nel mondo grigio dei distratti, di chi ha perso il gusto di scoprire, di chi ha dimenticato il valore immenso della scoperta dell’altro. Oggi tanti bambini vivono una sorta di “blocco del desiderio”, sommersi da troppi stimoli, ingabbiati in un mondo pieno di risposte, in cui non si riesce più a dare un senso alle domande. Empatia è ascoltare la risposta del cuore, libera di fluire senza troppe giustificazioni, senza alibi, senza eccesso di strutture, a volte non richieste.

Dovremmo prendere esempio dai quei bambini, che con uno sguardo ci sanno dire “Ti voglio bene!”. Qui di seguito ti proponiamo alcuni spunti di lettura utili per riscoprire la bellezza dell’empatia, nei piccoli gesti del quotidiano.

IMPARIAMO DAI BAMBINI L’EMPATIA DEI PICCOLI GESTI

Viviamo nell’era della connessione permanente, del narcisismo, della solitudine malcelata. Spesso ci sentiamo soli perché abbiamo perso il gusto di comunicare genuinamente. Empatia significa ascoltare per comunicare, per avere e dare attenzione, per cercare, almeno ogni tanto, di immedesimarci nelle vite degli altri.

A volte diciamo che bisogna a imparare ad accettare le proprie imperfezioni: l’empatia ci insegna a far pace con noi stessi, grazie al confronto con gli altri. Ti suggeriamo a questo proposito un libro di Terra Nuova Edizioni, intitolato Empatia, scritto da un insegnante, Jean-Philippe Faure e da una psicoterapeuta, Céline Girardet.

Un libro come piace a noi, in cui la teoria viene affiancata alle buone pratiche e allo studio di casi. Qui la teoria c’è: è la teoria del bello della vita, della scoperta del significato vero dell’empatia. Ma poi c’è la pratica, fatta di piccoli gesti, come lasciarci sorprendere da qualcosa e da qualcuno che ascoltiamo quando, magari correndo, siamo per strada, in un autobus, in una metropolitana.

A suo tempo anche noi avevamo proposto l’esercizio della lentezza. Mentre percorrete la strada che vi porta al lavoro o a scuola, guardatevi intorno, cercate di cogliere un particolare che desti il vostro stupore e vi faccia iniziare bene la giornata: una foglia che si tinge di colori caldi ed autunnali, un’amica o un amico che vi saluta con affetto, un buongiorno detto con entusiasmo. Tutto questo è empatia, è cercare una vicinanza di cuore che spesso, nella sua felicità, è difficile ottenere. Provate un po’, leggendo il libro, ma anche soltanto aprendo il cuore, a portare l’empatia nei piccoli gesti del quotidiano. Scoprirete che la felicità è più a portata di mano di quanto sembri.

SCOPRIRE L’EMPATIA LEGGENDO

I bambini non hanno bisogno che gli si spieghi l’empatia, anzi, dovremmo essere noi a farcela spiegare da loro! Un libro, per noi, rappresenta un punto di incontro, un’area calda ed accogliente dove fermarsi insieme, prendendosi qualche minuto, persi nell’abbraccio dell’immaginazione.

Cosa vuol dire parlare di empatia ai bambini? Significa soprattutto comunicare senza filtri, emozionarsi insieme, lasciare che la vita fluisca nelle sue mille sfumature, senza mai togliere il caldo potere di un abbraccio. Solo così potremo insegnare ai più piccoli a riconoscere le emozioni e condividerle, con equilibrio e serenità, dati dalla fiducia nel dialogo.

Qui di seguito puoi trovare alcune letture da condividere con i bambini, a proposito dell’empatia. Si tratta di una collana che affronta diversi temi legati all’interazione con l’altro: la diversità, la magia degli incontri, la ricchezza del cambiamento, il coraggio di affrontare le difficoltà.
I testi si rivolgono ad un pubblico di piccoli lettori a partire da cinque anni in su. Scritti da Jill Tomlinson, sono impreziositi dalle delicate illustrazioni di A.L Cantone.

  • Il gufo che aveva paura del buio
  • Il pinguino che voleva diventare grande
  • L’oritteropo che non sapeva chi era
  • La gattina che voleva tornare a casa
  • La gallina che non mollava mai

Esplora tutti i libri della collana qui.

Non dimenticare infine Il Cuore sul banco di Fiammetta Segala, di cui abbiamo parlato in un approfondimento dedicato. Pensato per bimbi dai 4 anni in su, accompagnati nella lettura da un adulto, arriva al cuore grazie ai ritmi delle filastrocche, creando un momento formativo unico e magico, in cui si parla il linguaggio dell’incanto e della libertà.

 

Pin It on Pinterest