L’IMMAGINAZIONE E’ FONDAMENTALE

immaginazione e pensiero magico

Con l’avvicinarsi del Natale viene spontaneo domandarsi se sia giusto o meno proporre ai bambini le tradizioni fantastiche che accompagnano questa festività: Babbo Natale esiste oppure no? Sarà giusto raccontare di elfi, folletti e renne dal naso rosso?

A questo proposito, conviene ricordare che il pensiero logico-razionale, come spiega il pedagogista Daniele Novara, si sviluppa a partire dai 10-11 anni. Prima di quella soglia, sarebbe innaturale trattare il bambino come un piccolo adulto: il pensiero magico è un alleato capace di garantire serenità del bambino. Dunque, ben venga l’arrivo di Babbo Natale. Anzi, preparategli anche dei biscotti e un bicchiere di vino. Questi piccoli gesti rituali contribuiscono a formare delle routine e a generare il senso dell’attesa.
È naturale che con l’avanzare dell’età, nel corso dello sviluppo, il pensiero magico venga superato e sostituito da quello razionale. Prima, però, è giusto che l’immaginazione abbia i suoi spazi. Serve infatti a rassicurare i bambini sulla bontà del mondo in cui vivono e a dar loro la dose di coraggio necessaria per crescere.

C’è anche chi preferisce un approccio più realista al pensiero magico. È il caso di Maria Montessori, che alla fantasticheria preferiva sostituire la magia dell’amore umano e della vita. Questo non significa privare il bambino della sua immaginazione, ma dirigerla verso valori diversi, senza negare il valore dei rituali e dello scambio di doni.