Uno degli elementi fondamentali per vivere bene è il significato che attribuiamo alla nostra vita, il fine ultimo che intendiamo raggiungere, composto da una costellazione di micro-obiettivi. Porsi degli obiettivi e perseguirli è il modo migliore per arricchire le nostre giornate di significato, ed è un processo fondamentale per sperimentare emozioni positive, soddisfazione per il successo e coinvolgimento (altri tre elementi dei cinque che si combinano insieme per darci il benessere).

Gli obiettivi sono nel nostro DNA
L’assenza di obiettivi da raggiungere e di un percorso a tappe verso il successo è un grosso rischio: infatti, ci espone alla noia e all’apatia, due stati d’animo che non hanno niente a che vedere con il benessere (la noia di cui parliamo qui è ben diversa da quella sana “noia creativa”, nota anche come tempo libero non strutturato, di cui i bambini hanno bisogno!). Il nostro cervello si è evoluto all’insegna dell’attività: fin dagli albori, l’umanità ha dominato l’ambiente grazie alla sua industriosità. alla capacità di porsi obiettivi sempre nuovi e di raggiungergli con tenacia e abilità solutoria (problem solving). L’assenza di obiettivi non è nel nostro DNA, e infatti ci fa sperimentare un profondo senso di vuoto.
Ecco un riassunto dei principali benefici che un set di obiettivi può apportare nella tua vita:

  • i nostri obiettivi danno significato alla nostra vita, agendo direttamente sul benessere;
  • coltivare obiettivi in cui crediamo accresce non poco la nostra autostima;
  • gli obiettivi ci fanno scoprire nuovi interessi e migliorano la qualità della vita;
  • gli obiettivi incanalano le nostre azioni in senso strategico ed efficiente;
  • la ricerca scientifica ha dimostrato che porsi degli obiettivi sfidanti in un momento di crisi (come può essere una malattia, un lutto o un periodo di difficoltà economica) può innescare un volano importante di crescita e resilienza;
  • perseguire i propri obiettivi, spesso, ci porta a contatto con altre persone e alla costruzione di relazioni significative.

Come individuare e coltivare i propri obiettivi
George Doran, uno degli studiosi che hanno studiato gli obiettivi, la loro importanza per il benessere e le strategie migliori per individuarli ha coniato la formula SMART, per indicare le caratteristiche che ogni buon obiettivo dovrebbe avere. Questo acronimo ci insegna che ogni obiettivo che scegliamo di perseguire dovrebbe essere:

  • S (specific), specifico
  • M (measurable) misurabile
  • A (assignable), conferibile, ovvero deve essere un obiettivo di cui si può far carico una singola persona
  • R (realistic), realistico
  • T (time-related), tempo-specifico, ovvero deve essere un obiettivo il cui raggiungimento si può collocare nel tempo con certezza, anche scomponendolo in una serie di tappe.

Lo schema di Doran può essere molto utile per valutare i tuoi obiettivi una volta che li avrai individuati; tuttavia, può risultare un poco generico per chi si sente ancora in alto mare, ovvero per tutte quelle persone che non hanno ancora definito i propri obiettivi, né saprebbero da che parte cominciare.
In questi casi, invece, il consiglio migliore è quello che suggerisce Angela Duckworth nel suo bestseller “Grinta. Il potere della passione e della perseveranza“: coltivare i propri interessi con passione e perseveranza, con la certezza che un giorno, guardando indietro alle proprie esperienze, gli obiettivi più grandi nasceranno spontanei. Fino a quel momento, i nostri sforzi dovrebbero essere impegnati nel perseguire i nostri interessi.

La Duckworth suggerisce un percorso in tre tappe:

  • Scoperta, la fase iniziale del percorso in cui dovremmo individuare i nostri interessi – se già non li conosciamo – attraverso domande quali “Cosa mi sta veramente a cuore?”, “A cosa mi piace pensare?”, “Cosa, invece, non sopporto?”
  • Sviluppo, ovvero la fase in cui, ricorrendo allo schema di Doran, fisseremo i nostri obiettivi per ciascuno degli interessi che saranno emersi dalla fase esplorativa iniziale; in questa fase passeremo dalla condizione di novizi ad acquisire una notevole dose di esperienza e di pratica nelle varie aree di interesse;
  • Approfondimento, la fase finale; quando avremo raggiunto un grado elevato di esperienza e saremo diventati dei veri maestri nel nostro campo, potremmo perdere l’interesse iniziale in esso. Nella fase di approfondimento, invece di abbandonare il campo, dovremmo cercare di vivere a fondo quegli aspetti della disciplina che solo un vero esperto può cogliere. Questa è la fase più matura del percorso, ed è quella durante la quale, di solito, emergono gli obiettivi più grandi, quelli legati alle nostre ragioni di vita.

FONTI

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