L’importanza di educare all’immaginazione

LETTURE SCELTE

Guardandosi intorno egli (il bambino, ndr) si modella sull’ambiente che lo circonda: può diventare un intellettuale o un bambino-lupo, può essere trasformato dalle parole, dalla cultura, dalla tenerezza, dai racconti, dai cibi, dai sorrisi, dall’intelligenza di chi gli sta vicino. Per questa ragione l’educazione è un insieme di tanti elementi che si rafforzano a vicenda (affetti, apprendimento, socialità, amore, linguaggio) e che, per pennellate successive, contribuiscono a far emergere il ritratto di un bambino.
Questa educazione viene recepita in modo sempre diverso, perché ogni bambino possiede un’identità biologica diversa: l’educazione deve essere quindi personalizzata, un genitore deve tentare di incontrare il proprio figlio cercando i tasti giusti, creando un ambiente psicologico a sua misura (esiste sempre la maniera giusta se si ha la pazienza e la fantasia per trovarla), in modo che la sua personalità genetica possa esprimersi convenientemente.
Questa personalità genetica però non deve essere scambiata per un “se stesso”, un “io” ancora inespresso ma già esistente che il bambino deve poter esprimere liberamente. Sarebbe un’ingenuità crederlo, poiché il neonato non contiene nulla, è una pagina bianca, una pellicola vergine sulla quale può essere impressa qualsiasi cosa. Egli ha biologicamente bisogno di condizionamenti ambientali per poter nascere mentalmente, altrimenti non potrebbe esistere come essere pensante.
L’importante (soprattutto oggi) è che tra i condizionamenti venga inserito anche il riflesso condizionato dell’immaginazione: un bambino, cioè, deve essere “condizionato” a immaginare, a rielaborare le sue idee, per “montare” strutture mentali sempre nuove, adatte ai continui cambiamenti nell’ambiente.
Questa capacità di riadattarsi continuamente è la sola qualità che permetterà agli uomini di domani (ma anche a quelli di oggi) di sopravvivere mentalmente (e forse fisicamente) in un mondo in evoluzione sempre più rapida.

BIBILIOGRAFIA
Angela P. (2017), Da zero a tre anni, Mondadori