L’IMPORTANZA DI ESSERE COMUNITÀ

Lettura scelta da “La nazione delle piante“, di Stefano Mancuso (Laterza, 2019):

“Scrive Darwin: quali animali potreste immaginare più distanti fra di loro che un gatto ed un bombo? Eppure, le relazioni che legano questi due animali, anche se a prima vista inesistenti, sono, al contrario, talmente strette che, qualora venissero modificate, le conseguenze sarebbero così tante e profonde da non poter essere neanche immaginate. I topi, argomenta Darwin, sono fra i principali nemici dei bombi, di cui mangiano le larve e distruggono i nidi. D’altronde i topi, lo sanno tutti, sono la preda preferita dei gatti. Ne deriva che in prossimità dei villaggi – dove ci sono più gatti – si trovano meno topi e di conseguenza più bombi.
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È famosa la storiella proposta per la prima volta dai biologi tedeschi Ernst Haeckel e Carl Vogt, sulla scorta delle relazioni indicate da Darwin, secondo la quale le fortune dell’Inghilterra dipenderebbero dai gatti. Questi, infatti, nutrendosi dei topi, aumenterebbero la possibilità di sopravvivenza dei bombi, che impollinando i trifogli, di cui si nutrono i manzi da cui dipende la carne che nutre i marinai inglesi, permetterebbero alla marina britannica – che com’è noto rappresenta la vera forza su cui si basa la potenza dell’impero – di sviluppare tutta la propria forza.

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La forza delle comunità ecologiche è uno dei motori della vita sulla Terra. A qualsiasi livello, dal microscopico al macroscopico, sono le comunità, intese come relazioni fra viventi, che permettono la persistenza della vita.
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La vita si è evoluta attraverso queste comunità e potrà continuare ad esistere soltanto se all’uomo sarà vietato di interferire”.

BIBLIOGRAFIA
S. Mancuso, La nazione delle piante, Laterza, 2019