L’INFINITO DI GIACOMO LEOPARDI COMPIE 200 ANNI

l'infinito leopardi
Veduta dal monte Tabor, colle recanatese che ispirò “L’infinito”.

Compie 200 anni “L’infinito” di Giacomo Leopardi. Questa poesia, tesoro della letteratura italiana e mondiale, fu composta da un giovanissimo Leopardi, appena ventenne, nella sua città natale, Recanati.
I quindici endecasillabi che la compongono propongono al lettore una riflessione profonda sui temi della natura, del tempo e della vita.

L’INFINITO

Giacomo Leopardi

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.