Lo spruzzino della calma

spruzzino della calma

Come gestire una classe o un gruppo di bambini eccessivamente vivace? 
Oggi vi proponiamo un’idea della maestra Lara Carnovali (Maestra Larissa): lo spruzza-calma.
Si tratta di un semplice spruzzino, riempito con acqua e un paio di gocce di essenza di lavanda – altri lo hanno sostituito con l’essenza di eucalipto – che viene presentato ai bambini come un magico “spruzza-calma”.
Diremo loro che all’interno dello spruzzino c’è un liquido capace di calmare gli animi e di generare il silenzio. Quando in classe si genera troppa confusione, è possibile spruzzare un po’ di “calma profumata” tra i banchi (attenzione a non spruzzare il liquido negli occhi dei bambini!): come d’incanto, tornerà il silenzio.

Con quali bambini possiamo utilizzare lo spruzza-calma? 
Secondo noi questo dispositivo è indicato per i bambini della scuola dell’infanzia e per le prime classi della scuola primaria. Con i bambini più grandi, è opportuno valutare caso per caso: alcuni di loro gradiscono questi “espedienti magici”; in altri casi, si rischia di generare l’effetto opposto.

Qual è il “principio attivo” di questo spruzzino? 
Fondamentalmente, stiamo parlando di un placebo. L’effetto placebo, studiato prevalentemente dalla psicologia, è l’effetto generato da una sostanza non in termini fisici, ma dal punto di vista psicosomatico. Si tratta di una sorta di suggestione: chi riceve il placebo, se crede fortemente nella sua efficacia, sperimenta un effetto positivo. Lo spruzzino della calma non ha alcun effetto di per sé. Tuttavia, la combinazione di tre fattori (chi lo somministra, chi lo riceve e l’ambiente) può generare una risposta, capace di influenzare davvero i bambini.
La natura di placebo di questo strumento ci permette di trarre una conclusione: non sarà efficace nel 100% dei casi, ma unicamente in quelli in cui: 1) chi lo utilizza risulti convincente e 2) i bambini vengano coinvolti da questo piccolo rituale. Ad ogni modo, vista la semplicità di questo meccanismo, vale la pena provare!
Come tutte le attività che coinvolgono un placebo, può essere utile parlarne prima con i genitori dei bambini, spiegando la ratio del dispositivo e le finalità dell’attività (ovvero creare un ambiente di apprendimento positivo e stimolare il rilassamento). Questo permetterà di evitare critiche e lamentele dettate dalla non-conoscenza della cosa. Infatti, mentre l’utilizzo di placebo in medicina può dare origine a dilemmi etici, in questo caso la sperimentazione è assolutamente innocua e priva di possibili effetti negativi.

Come si può rendere questo gioco più efficace? 
Come abbiamo detto, a determinare l’efficacia del placebo è la nostra capacità di appassionare e coinvolgere i bambini. Per aumentare le chance di successo, dobbiamo credere noi per primi nello “spruzza-calma”, attraverso una narrazione coinvolgente. A questo proposito, può tornare utile approfondire il tema del pensiero narrativo (qui trovate i nostri appunti).

Non mi piace questa tecnica. Ci sono delle alternative? 
Un’alternativa è la “Filastrocca del silenzio“. Tenete presente, però, che il meccanismo alla base è il medesimo. Se non riusciamo a coinvolgere i bambini nel nostro gioco narrativo – sì, stiamo parlando di un dispositivo che è al tempo stesso un gioco e una storia – difficilmente potremo ottenere il silenzio attraverso queste pratiche.

FONTI
https://www.facebook.com/LaMaestraLarissa/