L’opposto della paura è la felicità. Insegnamolo ai bambini in questi tempi bui


Oggi, tutti abbiamo paura. Ne abbiamo sempre di più, mano a mano che le immagini dei telegiornali ci presentano corpi straziati da una crudeltà casuale e senza senso.E’ assolutamente normale temere la violenza, non sentirsi al sicuro e farsi dominare, purtroppo, dai pregiudizi. Perchè il primo effetto della paura è la ricerca del colpevole.

Solitamente le persone si muovono a loro agio solo se poste nel “recinto” di una variabilità limitata: la diversità viene percepita come una ricchezza finchè non innesca la paura concreta o immaginaria di una possibile, per quanto confusa, minaccia. 

Proviamo un forte senso di sgomento e confusione davanti a fenomeni di terrorismo sempre più diffusi, atrocità che si riattualizzano a ogni esplosione o sparatoria ai quattro angoli del Pianeta. Si tratta di perdita di umanità contagiosa e trasversale che nasce dalla nostra umanità oggi, dal livello evoluzionistico che abbiamo raggiunto e che ci sta facendo implodere.

Le barriere che usiamo per delimitare un dentro da un fuori diventano inefficaci quando sono le nostre parti interne ad entrare in collisione, quando non riusciamo a metterci minimamente in discussione perché i vetri da cui potremmo sbirciare noi stessi sono troppo opachi.
Le immagini di violenza che vediamo sono il riflesso del nostro mondo interno, per questo ci mettono tanta paura, per questo le misure preventive repressive, di intelligence o repressive, da sole saranno vane. Partiamo da noi, dal nostro piccolo mondo, per vincere paure grandi e globali.

Ancora una volta, per affrontare ciò che temiamo, per vincere guerre senza bisogno di combattere, è importante che genitori ed insegnanti si interroghino su come trasformare gli strumenti educativi a disposizione in una laica educazione emotiva a vantaggio di tutti.

Sii il cambiamento che vorresti vedere avvenire nel mondo.” diceva il Mahatma Gandhi. La prima azione che possiamo compiere, tutti insieme, per un cambiamento duraturo e diffuso, oltre che pacifico, è sconfiggere la paura dell’altro e insegnare ai più piccoli a farlo.

Insegnamo ai bambini ad affrontare la paura senza paure.

La paura è un’emozione fisiologica che proviamo fin da piccoli. E’ naturale averla. Se non avessimo paura di niente, vedendo un buco in terra, probabilmente infileremmo la mano senza pensarci due volte. La paura è il campanello di allarme che ci avvisa: ehi, attenzione, potrebbe esserci un ragno velenoso! In questo modo agiamo con attenzione ed evitiamo di metterci in pericolo.

Quanto la paura va temuta? In generale, quando diventa così molesta e pesante da non farci fare più nulla. Ad esempio se il campanello d’allarme scattasse per una mosca innocua anzichè per un ragno velenoso, ecco che sarebbe eccessivo, perchè ci stiamo spaventando per cose che non presentano alcun pericolo. Allora la paura non é buona, perché diventa così molesta e così pesante che non ci lascia più fare nulla.

Non è difficile imparare a gestire la paura, sin da piccoli.Si può aver paura del dentista, del buio, dei serpenti, dei mostri, delle montagne russe, dei temporali, dell’acqua alta, dei topi, di certe persone un po’ strane .. In pratica di tutto!

Però, se ci pensiamo bene, la nostra mente ci puà aiutare a vedere queste cose sotto un altro punto di vista, magari anche divertente.
Impariamo a “sgretolare le paure”, a smitizzarle. Va bene anche con una risata o l’immaginazione! Un esempio: se all’improvviso si brucia la luce del corridoio e tu, bambino, vuoi andare in bagno ma hai paura del buio, sicuramente il percorso ti sembrerà lughissimo e pericoloso. Pensa però che basta una pila elettrica per giocare a fare l’esploratore e che in questo modo il corridoio di casa si trasformerà in un tunnel fantastico.

img_0140.jpgE’ normale avere un po’ di paura nel buio, perché non si riesce a vedere nulla. Il trucco è imparare a giocare con esso, scoprendosi coraggiosi e scoprendo che è divertente provare.

La paura è l’opposto della felicità e noi vogliamo essere felici. Educhiamoci emotivamente ad esserlo.

Ovvio, per i grandi non è tutto così semplice: sarebbe bello cancellare la cattiveria umana con un sorriso, ma purtroppo non si può. Eppure forse è proprio da qui e dall’osservazione di come i nostri bambini, crescendo, riescono a vincere le paure, che dobbiamo ricominciare.

Provate a cercare su Internet quelle immagini che descrivono in modo giocoso la composizione chimica di paura e felicità. Noterete immediatamente una cosa singolare: le due strutture sembrano essere uguali, ma rovesciate.

Come a dire che l’opposto della felicità non è la tristezza, ma la paura; come se anche la chimica, oltre che il buon senso, volesse confermare questa teoria.
Allora impariamo a convivere con la paura, esorcizzandola, consapevoli che non sconfiggeremo mai il timore dell’altro da sè, del buio, della morte. Se tuttavia accettiamo il fatto che possiamo essere esploratori, esempi, non piegati alla violenza altrui, sicuramente le paure saranno ridimensionate. E la felicità più facile da ottenere.