L’uomo e la tartaruga

Fiaba africana

C’era una volta la tartaruga Koka.
Un giorno, un uomo del villaggio la trovò in un cespuglio, la catturò e la portò al suo villaggio.
“Ho trovato questa tartaruga” disse agli altri, “cosa devo farne?”
“Non c’è niente per cena. Uccidila e mangiamola” dissero gli abitanti del villaggio.

“E come dovrei ucciderla?” chiese l’uomo.
“A bastonate” dissero gli abitanti del villaggio.
“A bastonate?” disse la tartaruga Koka uscendo dal guscio; “Il mio guscio è più duro dell’ebano, le bastonate non potrebbero nemmeno graffiarlo”.

“E allora come dovrei ucciderti?” chiese l’uomo che l’aveva trovata, ma la tartaruga Koka si nascose nel suo guscio.
“Con le pietre” dissero gli abitanti del villaggio.
“Con le pietre?” disse la tartaruga Koka uscendo dal guscio; “Il mio guscio è più duro del granito, un sasso non riuscirebbe nemmeno ad ammaccarlo”.

“E allora come dovrei ucciderti” chiese l’uomo che l’aveva trovata, ma la tartaruga Koka si nascose nel suo guscio.
“Con una spada” dissero gli abitanti del villaggio.
“Con una spada?” disse la tartaruga Koka uscendo dal guscio; “Il mio guscio è più duro dell’acciaio, la spada non riuscirebbe nemmeno a scalfirlo”.

“E allora come dovrei ucciderti” chiese l’uomo che l’aveva trovata, ma la tartaruga Koka si nascose nel suo guscio.
“Se il suo guscio è più duro dell’acciaio” dissero gli abitanti del villaggio, “buttala nel fiume: andrà a fondo e annegherà. Aspettiamo un’ora, poi la prenderemo e la mangeremo”.
“Nel fiume no! Nel fiume no!” disse la tartaruga Koka uscendo dal guscio; “Per favore: non so nuotare e non voglio annegare”.

L’uomo che l’aveva trovata, sentendo quelle parole portò la tartaruga al fiume e la buttò dove l’acqua era più profonda. Ma Koka che era una tartaruga d’acqua, tornò a galla cantando: “L’acqua è casa mia, e io me ne vado via! L’acqua è casa mia, e io me ne vado via!”. Poi sparì nella corrente.

Quella sera gli uomini del villaggio si accontentarono di mangiare una zuppa di radici bollite. Da allora, rispettano la tartaruga che li ha ingannati e quando la vedono si inchinano per salutarla.