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Il metodo Montessori in pillole

Il più grande segno di successo per un insegnante… è poter dire: i bambini stanno lavorando come se io non esistessi.

Dietro questa frase si cela una grande lezione di Maria Montessori, quell’insegnami a fare da solo di cui tanto si parla. Materiali e attività devono essere progettate in modo che i bambini possano servirsene in modo autonomo.

Una prova della correttezza del nostro agire educativo è la felicità del bambino.

Lo sviluppo dei bambini deve mirare alla loro felicità, presente e futura. Genitori e educatori non devono utilizzare la loro autorità per forzare il bambino, ma lasciarlo libero di perseguire la propria felicità. Questo non significa che regni l’anarchia: le poche regole montessoriane sono proprio quelle che regolano la civile convivenza tra bambini.

La prima premessa per lo sviluppo del bambino è la concentrazione. Il bambino che si concentra è immensamente felice.

La concentrazione si ottiene quando sensi e mente sono impegnati in un compito. Questo è il motivo per cui molte attività montessoriane si propongono di attivare i sensi.

Cos’è il metodo Montessori?

Il metodo Montessori è un modello educativo, ovvero un insieme di credenze (alcune provate scientificamente, altre no), metodologie, pratiche e strumenti finalizzato a uno sviluppo armonico del bambino. Caratteristiche fondamentali sono l’attenzione alla libertà del bambino, che deve potersi sviluppare secondo i suoi tempi (quindi senza “tappe obbligate”), scegliendo in autonomia il proprio percorso educativo ed esercitando al massimo grado possibile autonomia e indipendenza. In tal modo, si apprende per scoperta e per autocorrezione.

metodo montessori elementi essenziali

Quando si parla di Metodo Montessori, è bene distinguere quello utilizzato dalle scuole montessoriane (oltre 20 000 in tutti i paesi del mondo), codificato in modo dettagliato dalle varie associazioni nazionali e internazionali, dal pensiero educativo di Maria Montessori. Mentre il primo è un modo di fare scuola, il secondo è un corpus teorico a cui tutti noi possiamo ispirarci, portandone un pezzetto nelle nostre famiglie. Che è quel che faremo in questo mini-saggio. Abbiamo scelto alcuni elementi montessoriani su è facile lavorare a casa. Essi sono:

L’importanza dell’ambiente preparatorio

Maria Montessori ha scritto molto a proposito dell’importanza dell’ambiente per lo sviluppo del bambino. Se pensate che l’ambiente montessoriano debba essere pullulante di “giochi Montessori” o cesti dei tesori, vi sbagliate. Lo spazio vissuto dai bambini, invece, dovrebbe essere:

  • ordinato
  • armonico
  • libero dal superfluo
  • strutturato per facilitare movimento e attività
  • pulito

Caratteristiche che si adattano molto bene a ciascuna delle nostre case. Immaginate una cameretta con pochi giochi, in modo tale che sia semplice tenerla in ordine. Immaginate uno spazio di cui i bambini si prendono cura, pulendo e mettendo a posto. Sì, è semplice: tutti noi possiamo farlo.
Tra l’altro, si tratta di caratteristiche che non farebbero male nemmeno agli ambienti frequentati dai grandi.

Lo sviluppo cognitivo

Lo sviluppo cognitivo secondo il metodo Montessori deve essere libero e seguire gli interessi naturali del bambino. L’ambiente dovrebbe contenere tre diverse tipologie di materiali cognitivi:

  • materiali analitici, che i bambini possono toccare, sentire ed esplorare, imparando lezioni importanti su forme, colori, movimento
  • materiali autocorrettivi, che “educano” da soli i bambini, mostrandogli quando è in errore senza bisogno dell’intervento di un educatore
  • materiali attraenti, che dovrebbero invogliare al gioco-lavoro

Questi materiali sono quelli che più frequentemente trovate in rete come “giochi montessoriani“. E’ il caso, per fare un paio di esempi, dei pannelli montessoriani (una splendida attività per i più piccoli) o dei cubi di legno.

La vita pratica e i sensi

Uno dei capisaldi dell’educazione montessoriana: il bambino dovrebbe potersi sviluppare sullo stesso piano dei grandi, cimentandosi con compiti di Vita Pratica. Un esempio famoso è la torre Montessori, detta anche learning tower: uno sgabello rialzato su cui i bambini possono arrampicarsi (ci sono apposite barre di sicurezza) per guardare il mondo dalla prospettiva degli adulti. Ad esempio, frugando dentro un armadio o sul piano della cucina. I compiti di Vita Pratica spaziano dalla cucina all’artigianato: a seconda delle capacità del bambino, supervisionato da un genitore o da un educatore che funga da ombra (evitando di intromettersi, ma rimanendo vigile per prevenire incidenti); sono il campo ideale per apprendere.

Fondamentale è anche incentivare lo sviluppo sensoriale attraverso giochi e attività che permettano al bambino di muoversi, di affinare i gesti (es. aprire/chiudere, legare/slegate etc.). Se è vero che i cinque sensi si sviluppano in modo largamente autonomo, è vero anche che coordinarli insieme e legarli alle emozioni sono abilità utilissime per l’equilibro psico-fisico. E quindi, largo ai giochi nella natura e ai giochi sensoriali.

Questi ultimi due punti, quello della vita pratica e quello dell’esercizio dei sensi, sono presenti in molti metodi e modelli dell’attivismo pedagogico: da Froebel alle sorelle Agazzi.

Perché serve?

Educare un bambino secondo il metodo Montessori non è un obbligo. Non è detto nemmeno che sia la scelta migliore. Però (è bene sottolinearlo) i benefici di questo metodo sono stati ampiamente dimostrati; per cui, a meno di volerne sperimentare uno tutto vostro (è quello che raccomandiamo noi, se lo si fa con curiosità e spirito critico), può rivelarsi una buona scelta. Oppure, potreste prendere alcuni spunti e portarli nella vostra famiglia, riadattandolo.

Qualche tempo fa, il Wall Street Journal ha parlato addirittura di Mafia Montessori (con “mafia” che intende un’elite, non un circolo criminale): può sembrare casuale, ma tanti grandi imprenditori americani sono accomunati dall’aver frequentato scuole montessoriane. Un metodo vincente? L’articolo citato non è scientificamente utile, ma sicuramente si tratta di un modello educativo utile per stimolare la creatività, l’intraprendenza e per crescere bambini equilibrati.

E ai genitori, a cosa serve studiare un po’ di metodo Montessori? A riconsiderare il proprio ruolo di educatori, ma anche a farsi domande utili e trovare risposte ai propri dubbi. Maria Montessori offre tanti spunti concreti, attività, giochi e compiti per educare alla libertà.

L’importante è non seguire schemi troppo rigidi se non ci credete. La principale critica che viene mossa a Maria Montessori è la rigidità con cui ha codificato le proprie idee. Secondo noi, il metodo migliore è il non-metodo. Il che significa: leggere, studiare e documentarsi, poi rielaborare e aggiungere il proprio contributo creativo. Quindi, considerate questo articolo come un punto di partenza, non come un credo!

E voi, vi sentite montessoriani?

Qualche domanda libera per capire “quanto siete montessoriani”. Non vogliono essere inquisitorie, ma unicamente strade per esplorare insieme questo metodo.

  • E’ importante che i bambini possano scegliere liberamente come crescere? 
  • Che ruolo dovrebbe avere un genitore/educatore per favorire uno sviluppo armonico? 
  • Insegnate ai vostri bimbi a mettere in ordine la cameretta? La fate mantenere pulita? 
  • Come cercate di insegnare l’autonomia? 

Provate a rispondere, poi confrontate il vostro pensiero con questa pagina e con gli approfondimenti sui vari giochi e argomenti (i link azzurri).

Montessori in famiglia: proviamoci col Gio-Coaching

E’ difficile realizzare un Gio-Coaching su un metodo, in quanto significherebbe snaturare un poco il metodo stesso. Per cui, passiamo dal montessoriano al non-montessoriano, cominciando dal decluttering: la buona abitudine di sbarazzarsi  del superfluo, del vecchio e di tutto ciò che comunque non utilizziamo più è essenziale per uno stile di vita armonico e felice.

Libri per approfondire il metodo Montessori

Se volete introdurre qualche pillola montessoriana nella vostra vita familiare o approfondire il pensiero di Maria Montessori, vi consigliamo di cominciare proprio dai suoi libri. Sono una lettura che richiede tempo e una certa attenzione, ma non esiste strada migliore che studiare un metodo cominciando dalle parole di chi lo ha inventato. In particolare, Educare alla libertà è un testo che può offrire numerosi spunti di riflessione da portare nel nostro mondo caotico. Proprio a partire da questi testi riuscirete a capire quali dei numerosi giochi o attività che in rete vengono definiti “montessoriani” lo sono davvero.

   

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