Mettersi in dubbio sempre, ma lontano dai sensi di colpa

Chi lavora nel campo dell’educazione, così come chi si trova a crescere dei bambini, spesso si chiede se stia facendo le cose nel modo giusto.



Non starò sbagliando?

La domanda è molto più forte quando segue un capriccio, una punizione o una sfuriata, quando si vede un bambino che piange o che fa il muso. Ebbene, è importante porsi la questione nel giusto verso. In altre parole, non è sbagliato chiedersi se stiamo lavorando nel verso giusto, chiedersi:

Sto utilizzando un metodo efficace? Sto educando questo bambino nel modo giusto?

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Trasmettete entusiasmo ai vostri bambini. A prescindere dal metodo che usate, sarete un modello positivo!

Sono domande importanti, che richiedono riflessione e che lasciano tanto spazio alle letture e agli approfondimenti. Un genitore, così come un educatore, che si ponga il problema del metodo educativo è già di per sé un buon genitore, una mente critica e pensante. Certo, commetteremo degli errori (chi non ne commette!), ma sicuramente saremo dei buoni educatori.

Qual’è il “metodo giusto”?

Difficile dirlo. Secondo Feyerabend, un filosofo della scienza, non esiste un metodo universale, bensì un’infinità di metodi complementari e alternativi tutti ugualmente validi. Un po’ del tipo: “tutto fa mucchio”. Noi la pensiamo in modo molto simile: non è l’aderenza cieca a questo o quel metodo a garantire la crescita migliore per i vostri bambini, ma la capacità di rielaborare quello che si legge, quel che altri hanno provato.

In altre parole, il metodo giusto è il vostro metodo, purché tentiate siate critici e ragionevoli nel costruirlo.

Nessun senso di colpa. La mamma cattiva non esiste

Mettersi in dubbio, tuttavia, non significa sentirsi in colpa, ritenersi inadeguati. Uno dei grossi drammi del nostro tempo sono i genitori (e gli educatori in generale) che, crollato il mito della superiorità del genitore/educatore hanno perso ogni fiducia in sé.

Tanto era sbagliato l’autoritarismo dei secoli scorsi, i genitori a cui andava l’obbedienza assoluta, tanto è nocivo l’approccio insicuro, titubante, timoroso di danneggiare il bambino. E’ nocivo perché va a finire che il bambino si trova senza quella guida sicura che cerca, senza un genitore o un educatore che goda di prestigio e considerazione. Diviene un bambino sbandato, finisce per tentare di imporre la sua leadership, spesso con effetti nefasti.

Capita a tutti di veder piangere i bambini, o assistere a una scenata di rabbia. Ma non temete: non per questo siete cattivi genitori!
Capita a tutti di veder piangere i bambini, o assistere a una scenata di rabbia. Ma non temete: non per questo siete cattivi genitori!

Ci vuole sicurezza, autostima e una buona dose di determinazione

Dunque, non domandatevi se siete buoni o cattivi genitori, che in fondo non esistono. Domandatevi come volete educare i vostri bambini, ma una volta scelta la vostra via, seguitela con sicurezza. E senza mai dubitare di voi stessi. Del resto, in questo modo trasmetterete ai bambini la vostra carica di passione ed energia, da cui trarranno grande giovamento.

Articolo a cura di Matteo Princivalle