Riscopriamo la mindfulness al mare, insieme ai bambini

Le vacanze possono insegnarci tanto, nel loro piacevole ozio. Annoiarsi, allentare la frenesia del quotidiano, prendersi il proprio tempo, sono tutti piccoli compiti da fare, che ci aiutano nella grande scuola della vita.

Abbiamo spesso parlato della mindfulness, focalizzandoci sull’importanza del qui ed ora. E’ un ottimo modo per pensare positivo, per ricordarsi la gratitudine, come spesso abbiamo spiegato nei nostri approfondimenti. Perché allora non usare il bellissimo teatro della battigia, delle onde che si infrangono sulla spiaggia, per provare a riconnetterci con noi stessi? E’ un invito che rivolgiamo a genitori e bambini che possono riscoprire insieme il qui ed ora.

L’importante è rilassarsi, concentrarci, scoprire la consapevolezza.


Tre SPUNT-ESERCIZI di mindfulness da provare al mare

Meditare in spiaggia è molto piacevole e naturale. Di seguito vi proponiamo tre semplicissime attività per riscoprirla, insieme ai bambini.

Osservate gli elementi naturali, camminando in spiaggia

Se, come tanti, vivete in città, riconnettetevi con la natura: sabbia, acqua del mare, vento mattutino, il calore del sole. Approfittate del mattino per passaggiare con i piccoli e raccogliere conchiglie, che poi magari vi serviranno per i lavoretti autunnali. Riscoprite la bellezza di ciò che vi circonda.

Imparate a galleggiare e lasciarvi andare

Quando fate il bagno, concentrate la vostra attenzione ai movimenti del corpo, meglio ancora se vi lasciate cullare dall’acqua. Lasciate scivolare i pensieri e pensate alla bellezza del momento, le vostre vacanze saranno ancora più speciali.

Ascoltate il movimento delle onde

Le onde sono grandi maestre di vita, con un’inizio e una fine, infrangendosi sulla battigia. Eppure fanno parte di una dimensione molto più ampia, l’acqua del mare. Per capire meglio questo concetto, vi proponiamo un brano di Thich Nhat Hanh, tratto da “Il segreto della pace. Trasformare la paura, conoscere la libertà”.

Come le onde, anche noi facciamo parte di un tutto che ci circonda e ci avvolge, fatto di relazioni umane ed emozioni da cui lasciarci inglobare.

Guardando la superficie del mare puoi vedere le onde che salgono e scendono. Le puoi descrivere con aggettivi: alta o bassa, grande o piccola, più o meno vigorosa, più o meno bella. Puoi descrivere un’onda in termini di inizio e di fine, di nascita e di morte; questo può essere paragonato alla dimensione storica, perché è nella dimensione storica che ci si occupa di nascita e morte, più potere o meno potere, più bellezza o meno bellezza, inizio e fine e così via. Osservando in profondità vediamo anche che le onde, allo stesso tempo, sono acqua.

Un’onda potrebbe mettersi a cercare la propria vera natura.  Potrebbe soffrire di qualche paura, avere qualche complesso, potrebbe dire: “Non sono grande come le altre onde”, “Sono depressa”, “Non sono bella come le altre onde”, “Sono nata e dovrò morire”. L’onda potrebbe soffrire di tutte queste cose, di queste idee; ma se si china e tocca la propria vera natura si rende conto di essere acqua. Allora tutte le paure e i complessi scompaiono.

L’acqua è libera dalla nascita e morte di un’onda. L’acqua è libera da alto e basso, più bello o meno bello. Puoi parlare in termini di più bello e meno bello, alto o basso, solo se parli di onde; per quel che riguarda l’acqua tutti questi concetti non hanno alcun valore. Noi non dobbiamo cercare Dio, non dobbiamo cercare la dimensione assoluta o il nirvana, perché noi siamo il nirvana, siamo Dio.

 

 

Tu se ciò che stai cercando. Sei già quello che vuoi diventare. Puoi dire all’onda: “Carissima onda, tu sei acqua, non serve che tu vada in giro a cercare l’acqua. La tua natura intrinseca è di non-discriminazione, di non-nascita, di non-morte, di non-essere e di non non-essere”.

Pratica come un’onda. Datti il tempo di osservare in profondità dentro di te e di riconoscere che la tua è una natura di non-nascita e non-morte; così facendo puoi aprirti un varco verso la libertà e l’assenza di paura. Questo metodo di pratica ci aiuterà a vivere senza paura e a morire in pace senza rimpianti.

Se porti in te un lutto profondo, se hai perso una persona cara, se sei pervaso dalla paura della morte, dell’oblio e dell’annientamento, ti prego, raccogli questo insegnamento e mettiti a praticare. Se pratichi bene sarai in grado di guardare la nuvola, la rosa, il sassolino o tuo figlio con quello sguardo che ci ha trasmesso il Buddha; entrerai in contatto con la vera natura della realtà: la natura di non- nascita e non-morte, di non-arrivo e non-partenza.

Questo può liberarti dalla paura, dall’ansia, dal dolore; allora potrai avere proprio quella pace che ti rende forte e stabile, che ti fa sorridere agli avvenimenti che accadono. Vivere in questo modo ti premetterà di aiutare molte persone intorno a te.







a cura di Alessia de Falco