“Educare un bambino non significa fargli imparare qualcosa che non sapeva, ma fare di lui qualcuno che prima non esisteva”.
John Ruskin

Le parole del sociologo britannico ben sintetizzano uno dei compiti più difficili per una mamma o un papà: aiutare il proprio bambino a credere in se stesso. Migliorare l’autostima è una bella sfida: si tratta di costruire il passaporto di equilibrio e sicurezza per entrare nel mondo degli adulti.

Un bimbo che riceve fiducia e motivazione nel contesto familiare, più facilmente si integrerà a scuola e nella vita.  Secondo gli studi, esistono differenti fattori che influenzano l’autostima nei bambini, tra cui: 

  • fattore familiare: attraverso la famiglia il bambino inizia a vedere se stesso e il mondo.
  • fattore sociale: attraverso il contesto amicale il bambino si relaziona con i pari.
  • fattore scolastico: il bambino valuta se stesso in rapporto alla scuola e agli insegnanti.

EDUCHIAMO AL SENSO DI RESPONSABILITÀ

Coinvolgere i bambini nelle decisioni e nelle dinamiche familiari è il primo passo per aiutarlo a credere in se stesso. Banalmente, se andate a fare la spesa, chiedete a vostro figlio cosa manca nelle credenza. Se decidete di cambiare gli arredi della cameretta, fate scegliere a lui o a lei il colore.

Invitate sempre i bambini a “fare la loro parte”, sparecchiando, mettendo in ordine i giochi, senza invadere i loro spazi. E, mai dimenticarlo, visto che non tutte le ciambelle riescono col buco, incoraggiatelo sempre con frasi motivanti, come ad esempio “niente male ma sicuramente puoi farlo meglio … Vediamo insieme cosa si può migliorare“. 

SVILUPPARE L’AUTONOMIA: ECCO QUALCHE CONSIGLIO

Ecco la nostra palestra settimanale di compiti, gesti ed arte per lavorare sull’autostima. Senza impegno, ma con ingegno!

Amate in modo incondizionato
“Ti voglio bene” è il miglior incoraggiamento. Se il bambino capisce che l’amore non è filtrato dal giudizio e dall’approvazione, sarà più forte davanti alle difficoltà. E reagirà in modo costruttivo agli errori.

Siate sempre modello positivo
I bambini imparano in buona parte per imitazione. Per cui … Credete in voi stessi, altrimenti sarà difficile motivare gli altri.

Correggete il comportamento senza ferire la persona
Tutti sbagliamo, solo che a volte ci dimentichiamo che noi per primi siamo imperfetti. Che fare? Concentratevi sul comportamento, non date giudizi di valore sulla persona. Ricordatevi che è importante valorizzare lo sforzo fatto dal vostro bambino, anche se non è stato in grado di completare. Ammirate la determinazione, non la perfezione.

Incentivate l’assunzione di rischi sani
Fare gli “spazzaneve”, prevenire ogni difficoltà, danneggia l’autostima perché impedisce al bambino non riesce a testare le sue capacità. Se non si scopre fin dove ci si può spingere, ci si riempirà di ansia e paura. Non preoccupatevi: un bambino amato e cresciuto nella fiducia difficilmente supererà il limite e si metterà nei guai.

Autostima in rima
Nel dubbio, provate a leggere insieme la filastrocca dell’autostima inventata da Stefania Contardi, sarà un’ottima sintesi delle cose da fare (e da non fare): 

Non dirmi “sciocco” oppure “somaro”,
sono parole dal gusto amaro.
Non dirmi “aspetta, ti rispondo dopo”,
se lo chiedo ora, ci sarà uno scopo.
Non chiedermi sempre e solo perché,
ne sono certo, lo sai già da te.
Se poi non mi urli tutti i santi giorni,
sarò più felice quando ritorni.
Non chiedermi cose sotto ricatto,
o imparerò il prezzo di averlo fatto,
non per amore, ma per esser costretto
e non di certo perché ci rifletto.
Se sono stanco e non capisco niente,
è perché stanca è anche la mente.
Non mi gridare se rovescio il latte,
chissà tu, da piccola,quante ne hai fatte.
Non dirmi mai che non si può fare,
tra il dire e il fare non sempre c’è il mare,
o che non posso cambiare il mondo
e ci crederò in un nanosecondo.
Se aggiungi sempre “ma”, “forse”,‘‘però”,
stai pur sicura non ce la farò.
Poi, se lo posso fare da solo,
non aiutarmi e prenderò il volo.
Mostrami invece parole belle
e te lo assicuro, toccherò le stelle.

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