Nel cuore di una madre: lettera di una mamma, che è un po’ tutte noi.

Oggi invece di postare un articolo definito, mi faceva piacere condividere con tutte le amiche del portale la lettera scrittami da una mamma, che mi ha commosso e che ho deciso, in forma anonima di condividere e commentare perché secondo me rappresenta molte donne che sono diventate mamme e, inevitabilmente, hanno cambiato molte cose nella loro vita.

Gentile Chiara,

le scrivo perché seguo molto i suoi articoli, e la sua attenzione alle mamme e ai bambini, e così ho deciso di scrivere e di ammettere, almeno con lei che non mi conosce, che sono una mamma in difficoltà. Ho 35 anni e sono diventata mamma un anno fa, dopo un percorso un po’ tortuoso. Io e il mio compagno desideravamo un bambino e alla fine, dopo tanto, è arrivato Matteo. Ovviamente ero felice, entrambi finalmente avevamo realizzato il nostro sogno più grande e tutti i familiari e amici gioivano con noi. Già durante la gravidanza ho percepito il grande cambiamento che sarebbe arrivato, ma cercavo di dirmi che sarebbe andato tutto bene e che, in fondo, dopo il parto sarei tornata la donna di prima, avrei perso i kg della gravidanza, sarei tornata a lavoro, e in più avrei avuto la gioia più grande della mia vita. Ma le cose, poi, non andarono esattamente così. Quando è nato Matteo, ho provato per la prima volta due emozioni in contrasto fortissime tra loro: gioia e paura. Mai evento fu così netto nel farmi sentire divisa in due. Ero felice per aver messo al mondo il mio bambino, ma allo stesso tempo avevo paura. Di cosa?

 

Ecco… questa paura indefinita e poco conosciuta mi ha portato via via in uno strano vortice di malessere.  ( … ) 

Io, che avevo sempre gestito e controllato molte cose nella mia vita, d’improvviso mi sono sentita impotente di fronte a qualcosa che non avrei potuto in alcun modo controllare: la vita di mio figlio e la mia capacità di essere madre e donna. Mi ripetevo che era normale, che sarebbero state fasi, momenti. Ma quei momenti sono diventati mesi, ed io mi sento la peggiore delle madri. Mi sento costantemente in colpa, perché vorrei tornare a lavoro, tornare ad uscire con le mie amiche, vorrei ritrovare un equilibrio nella mia coppia che è scomparso. Mi sento in colpa perché sono stanca e non ho modo di fare tutto ciò che va fatto.

Perché il mio compagno è spesso fuori per lavoro ed io mi ritrovo molte ore sola con mio figlio e per quanto cerco di giocarci ed essere felice, ho momenti di pianti e mi manca la mia vita di prima. (…) Ho perso alcune amicizie che, inevitabilmente, si sono quasi interrotte a cause del fatto che sono diventata mamma e quindi non ho più orari normali e mi ritrovo sempre a parlare di mio figlio e posso capire che per chi non è mamma questo può essere di una palla assurda. Non mi sento più attraente, e le mie giornate ruotano intorno alla tuta, alle passeggiate al parco, al dire ai miei e a tutti che sto bene, ma in realtà mi sento molto infelice e anche di questo mi sento in colpa. Mi sento annullata come donna e sento tutta la paura dell’essere una madre di questa generazione, tra crisi economiche, poca sicurezza e un futuro incerto per i nostri figli.(…)

La lettera di questa mamma continua, ma ho deciso di riportare solo una parte anche perché è la parte più importante per tutte le donne che sono diventate mamme e che, ovviamente, hanno avuto un grande cambiamento nella loro vita. E per quanto il desiderio di maternità sia più o meno forte questo non rende impassibili ai cambiamenti che travolgono una donna, soprattutto se era una donna abituata a gestire il suo tempo. Per questo, vorrei dire a questa mamma, anche se già lo sa ma a volte le cose si ha bisogno di sentirsele ripetere spesso, che sono fasi. Ma non solo la maternità, ma la vita è un continuo susseguirsi di fasi, e in questo momento c’è questa e non bisogna sentirsi in colpa se si avverte la necessità di altro, oltre al ruolo di mamma, perché è normale.

La maternità, nella vita di una donna, rappresenta uno dei cambiamenti più grandi che si possano presentare, e per quante informazioni si possano prendere, per quanti corsi pre e post parto si possano frequentare, non ci si sentirà mai completamente pronte a quello che è il compito di crescere un bambino, mettendo da parte un pezzo di se stesse, perché così è. Ed è fondamentale che se ne parli perché non è vero che questo momento è solo gioia e felicità, e bisogna educare le donne a non sentirsi, appunto, in colpa nell’ ammettere di essere in difficoltà. Bisogna confrontarsi, parlare, farsi sostenere.

E questo supporto non deve venire solo dal web e dai gruppi nati nei social, ma nella vita reale. Ed è per questo che io tengo molto a spazi di incontro tra mamme e bambini, perché sono un modo per uscire, una spinta a fare qualcosa di nuovo e condiviso, magari per non rimanere chiuse in casa e per sentirsi sollevate nel vedere che un po’ tutte le mamme vivono le stesse sensazioni.

Ho sottolineato le parti più importanti di questa lettera proprio perché sono le fasi che la maternità porta inevitabilmente a vivere, ancora di più se si è sole o magari in una nuova città e si hanno poche amicizie.

E certe cose è bene sentirsele ripetere, anche se già si sanno:

. essere madre significa venire a contatto con tante parti di se’ e significa mettersi in discussione ogni giorno per tutto quello che si è diventati d’improvviso, per cui non sentitevi in colpa se la casa non splende, se il bambino piange, se avreste voglia di mollare tutto e uscire, se vi guardate allo specchio e non vi piacete: sono tutte sensazioni normali.

. alcune amicizie si interrompono, e questo è un dato di fatto. La maternità cambia modi di vita e di pensare e spesso le strade intraprese con persone di una vita, in questa fase si dividono e ciò non vuol dire che non siano amicizie sincere, ma semplicemente che si cambia. E per ogni amicizia persa, diventando mamma capiterà di incontrarne di nuove !

. la vita di coppia si stravolge e per quanto si desideri tornare come prima, non si può! Per cui non soffermatevi su problemi irrisolvibili perché appunto, una nuova fase porta nuovi vissuti e bisogna accettare il cambiamento invece che combatterlo. Vediamo con occhi nuovi la nuova vita, senza pensare a come era e a come sarebbe stato se…

Il cuore di una madre sa che sono momenti e sono fasi, ma la mente no e spesso molte mamme vengono catturate da brutti circoli viziosi, cadendo in depressione e isolandosi. E non basta dire passerà o che è normale, ma serve soprattutto condivisione e sensibilità a questo tema.

Proprio perché” diventare madre è la più santa delle chiamate”, come diceva qualcuno, condividiamo e diffondiamo messaggi positivi sul fatto che le mamme possano sentirsi in difficoltà e non bisogna sentirsi in colpa per questo!

Quante mamme, amiche del portale, avete vissuto sensazioni simili? Volete condividerle?

 

Chiara Cupini Pedagogista ed educatrice