Nella vita bisogna essere presenti

La vita è presenza. La relazione è presenza. Crescere un figlio, portare avanti un progetto, educare una classe, vivere una relazione: queste sono grandi missioni, per le quali dobbiamo essere presenti.

Se ci dimentichiamo di bagnare i fiori, appassiranno. Lo stesso vale per il risotto sul fuoco, che rischia di bruciare.

Questa è, con un esempio vicino, forse banale, la grande legge dell’assenza. Se ci dimentichiamo dell’importanza di esserci, rischiamo di produrre danni irrimediabili (il risotto carbonizzato). I bambini non bruciano, non sono riso. Però, rischiamo di generare anime alla deriva, di produrre una generazione che ricerca la presenza, di cui sente il bisogno, nei modi più disparati, spesso terribili.

I bambini reclamano la nostra presenza

Una presenza basata sull’ascolto e sulla vicinanza, sull’affetto. Un errore molto comune è quello di pensare che sia sufficiente dare ad un bambino tutto quel che chiede per renderlo felice. Falso: né le cose, né l’assenza di regole aiutano a costruire una relazione equilibrata.

Quando si parla di vicinanza, questo è bene sottolinearlo, non si presentano opinioni: studiosi come Bowlby e Ainsworth hanno approfondito gli effetti dell’assenza delle figure genitoriali, ne hanno verificato gli effetti collaterali su centinaia di casi. Per questo abbiamo a cuore la presenza in famiglia: dovrebbe essere l’obiettivo di qualsiasi società civile.

Essere presenti, però, non significa esserci fisicamente, come un sasso: significa essere connessi emotivamente, essere il supporto giusto al momento giusto, vuol dire essere uno sprone. Anzi, spesso non c’è assenza più dolorosa di una persona che ci siede accanto ma rimane insensibile a quel che ci accade, che non mostra alcun segno di cura nei nostri confronti.



Presente! Qualche spunto per vivere la presenza

Come al solito, ci piace suggerirvi alcuni giochi-esercizi: si tratta di piccoli gesti, che però hanno un grande potere, quello di renderci consapevoli della vita e di quel che accade intorno a noi.

IL REGISTRO DELLE PRESENZE: provate, per qualche tempo, ad annotare ogni giorno le vostre presenze e le vostre assenze. Dov’eravate mentre si facevano i compiti? E mentre si cucinava? E la domenica? Quando siete stati assenti? Potete provare a compilarlo mentalmente, se non vi va di scrivere. Siete soddisfatti di quel che ne viene fuori? Vorreste essere più presenti? Se sì, come potreste farcela (e qui si passa al problem solving, alle soluzioni creative ai problemi).

ALL’AVVENTURA: spesso siamo schiavi dei ricordi, incapaci di vivere appieno. Ripartiamo dai sensi, recuperiamo il senso dell’avventura e della scoperta, emozioniamoci. Ma soprattutto, coinvolgiamo le persone che ci circondano.



 

a cura di Matteo Princivalle