NON FACCIAMO GLI AMICI DEI NOSTRI FIGLI

Il concetto di distanza educativa tra genitori e bambini è uno dei cardini della buona educazione. Questa non va fraintesa con la durezza o l’insensibilità, ma più semplicemente con la presa d’atto che bambini e genitori sono diversi e che la relazione tra loro non può essere orizzontale, democratica. Ti riportiamo un breve passaggio da “Non è colpa dei bambini“, testo in cui il pedagogista italiano Daniele Novara analizza i principali punti critici dell’educazione contemporanea alla pari (offrendo numerosi spunti di riflessione ai genitori):

È necessario creare una corretta distanza educativa fra genitori e figli: bambini, adolescenti e adulti non sono uguali, né a livello emotivo né a livello mentale né a livello evolutivo. Perdere questa consapevolezza, buttarsi nel dialogo a oltranza pronunciando discorsi incomprensibili, lontano dai loro veri interessi, spinti dalla logica che devono ascoltarci a tutti i costi, porta solo a quello che non mi stanco di definire il “genitore emotivo”. Il genitore emotivo si perde tra la stanchezza, le emozioni che emergono dalla propria storia educativa, i sensi di colpa, l’ansia della vicinanza. E, a furia di farsi coinvolgere, pretende che la sua disponibilità diventi riconoscenza. Questo non sarà mai possibile. Il compito dei figli non è di essere riconoscenti verso i propri genitori, ma di crescere, attivare tutte le risorse, diventare autonomi e responsabili.

Il genitore emotivo descritto da Daniele Novara non deve essere confuso con il genitore allenatore emotivo di John Gottman: il primo è un genitore vittima delle emozioni e di una relazione critica, mentre il secondo è un genitore consapevole della distanza tra sé e i propri figli ma che riesce a cogliere delle occasioni per educare alle emozioni e stimolare la crescita emotiva. In sostanza: non dobbiamo rinunciare alle emozioni, alle coccole e al dialogo. Dobbiamo invece recuperare l’autorevolezza genitoriale perduta e imparare a riconoscere i limiti dei bambini.

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