Non sia la moda a rendervi infelici: indossate ciò che piace a voi

Opera di: Henri de Toulouse-Lautrec

 

“Non sia la moda a rendervi infelici, né le mode vi inducano in schiavitù.
[…]
Indossate ciò che piace a voi, che vi convince, vi abbellisce, fosse anche un vecchio merletto ottocentesco, o la cappa mantello di Sherlock Holmes, assolutamente fuori gioco dall’imperativo del momento. Quanto a mode, conquistate una volta per tutte l’orgoglio di stare fuori dal coro. Anche quando vi troverete casualmente dentro ci sarà sempre qualcuno convinto che se lo avete fatto “voi” l’idea era proprio buona”.
Maria Venturini

Negli ultimi anni il mercato della moda ha investito prepotentemente anche l’abbigliamento per bambini: oggi il bambino è visto alla stregua di un bene di lusso, un piccolo principe che deve essere trattato con il dovuto riguardo. Tuttavia, questa scelta, che spesso nasconde il narcisismo dei genitori o i loro sensi di colpa per il venir meno del senso condiviso, prima di essere estetica è una scelta educativa.
Educare un bambino a seguire le mode e le tendenze, a vestirsi e comportarsi come gli altri (o come prescritto da altri) è una scelta che plasmerà la sua immaginazione, che lo condizionerà in futuro e che lo orienterà verso un certo schema mentale.
Dobbiamo insistere su questo punto: la felicità non ha niente a che vedere con l’abbigliamento, non c’è alcun legame tra l’aderenza a una moda e il valore di un individuo, che è un bene inestimabile e inalienabile. È giusto che ciascuno si vesta come gli piace, ma l’abito non esprime un valore positivo o negativo.
I primi passi per un’educazione al benessere son quelli orientati verso la consapevolezza di sé e le scelte legate all’abbigliamento e alla cura di sé sono espressione proprio di questa sfera.