Non siamo voti! Riscopriamo l’unicità

Non siamo i voti che prendiamo! Ricordiamolo anche da grandi

E’ una frase che probabilmente associamo al mondo della scuola e ai bambini, come è giusto che sia. Viviamo un po’ tutti con l’ansia da prestazione, per cui spesso, di fronte a un voto medio o basso, la prima reazione è di panico. Ci si chiede: “Dove ho sbagliato? Perché non riesce a prendere il massimo?

Non preoccupatevi, sono reazioni naturali, ma aprono la strada ad una riflessione che può esserci d’aiuto.
Tutti noi abbiamo il diritto all’errore, perché sbagliare è umano. Solo che spesso ce ne dimentichiamo, assillati dai paragoni e dai confronti: “O mamma mia, Filippo è più bravo di Alessandro, che dramma!

Per fortuna non sempre è così, ma, quando accadono episodi di questo tipo, anche d’impulso, è bene fermarsi a pensare e, magari, usare quel momento per attuare nuove strategie di comunicazione in famiglia.

No alle gare, ognuno di noi è unico e speciale.

E lui quanto ha preso?” Dite la verità, qualche volta avete fatto questa domanda. Non c’è nulla di male, anche perchè nella vita non siamo isolati  e autoreferenziali. I confronti sono all’ordine del giorno e possono anche essere costruttivi, se vengono vissuti come incentivo a migliorarsi.

Perché un momento di confronto sia anche un’occasione di crescita, occorre lavorare sull’autostima. Solo chi si sente amato ed è sicuro di sé, può affrontare una sfida e trovare la voglia di migliorarsi. In questo contesto, i genitori giocano una partita fondamentale: ogni nostra parola può essere una freccia verso l’alto o un sasso verso il basso.

Cambia molto se diciamo: “Sono certo che puoi fare meglio, proviamoci la prossima volta!” oppure “Sei sempre il solito, lo vedi che non combini mai nulla di buono!”. Sembra scontato dirlo, perché razionalmente nessuno di noi vorrebbe ferire un’altra persona, specialmente un bambino.
Eppure spesso la nostra è una comunicazione di impulso, non mediata dall’intelligenza emotiva e si finisce per fare danni senza volerlo.

Partiamo da mamma e papà: imparate a non darvi voti

Sapete perché è così difficile essere motivatori? Perché nella maggior parte dei casi non siamo abituati a motivare noi stessi. Viene naturale il paragone: siamo inseriti in una società che ci inculca il mito della perfezione, che ci fa vivere nell’insoddisfazione.

Quanta aspettative oggi sono concentrate sui bambini! Ma, allo stesso tempo, di quante aspettative si carica la vita degli adulti! Sei non sei diventato dirigente entro la tal età non sei nessuno, se non sei perfetto nell’educare tuo figlio tanto meno. E’ ovvio che poi, tra le pareti domestiche, riproponiamo dei cliché che ci portiamo da fuori e che sono assolutamente deleteri, per tutta la famiglia.

I voti ci sono e ci saranno. Noi per primi siamo convinti che servano a insegnare l’impegno e la meritocrazia. Non devono però diventare una schiavitù o un assillo. Non moriremo se nostro figlio ha preso otto anziché dieci. Alleniamoci a sviluppare il desiderio di apprendere, non la competizione a tutti i costi. La seconda porta frustrazione, la prima arricchimento.

Impariamo a dare sempre il meglio di noi con un gioco

Non bisogna vergognarsi di essere imperfetti e, soprattutto, bisogna imparare a riconoscere che non saremo sempre i primi in tutto. Non possiamo pretenderlo da noi stessi e nemmeno da chi ci sta intorno.

E’ però importante riconoscere il valore della forza, della tenacia, dello sforzo che abbiamo impiegato per arrivare dove ci eravamo prefissati. Facciamo insieme un gioco, con mamma, papà e bimbi: stavolta, seduti a un tavolo, raccontiamoci qual è la cosa che riusciamo a fare meglio e quella che riusciamo a fare peggio.

Nominiamo un aiutante e, per una settimana, facciamoci aiutare nel nostro punto di debolezza e, al contempo, aiutiamolo con i nostri punti di forza. Non mi so allacciare le scarpe? Benissimo, mi aiuterà mamma! Ma io la aiuterò a ricordarsi le cose, perchè anche se sono piccolo ho tanta memoria, mentre lei a volte è molto stanca. Questo è solo un piccolo esempio: alleniamoci a valorizzare le forze e lavorare sulle debolezze. Così saremo in grado di affrontare senza paura le valutazioni che, inevitabilmente, nella vita ci saranno.