La sfida dei nonni oggi: non baby sitter, ma ispiratori di valori

Essere nonni oggi è davvero una sfida. Al di là delle implicazioni affettive ed emotive che questo ruolo comporta, oggi le dinamiche sociali e familiari ne richiedono una revisione completa. Viviamo in una società spesso caotica e disorientata, in cui la visione del mondo è distorta dalla frenesia e dalla soddisfazione immediata dei bisogni.

I nonni in questo contesto sono una certezza, forse una delle poche rimaste. Laddove possibile, perché spesso il lavoro e la vita privata non consentono di poter beneficiare di questo contributo prezioso, il contributo educativo dei nonni costituisce un valore aggiunto irrinunciabile. Non si tratta soltanto di avere una soluzione “facile” per la gestione dei figli, un surrogato di tate e baby sitter. Il nonno oggi ha il compito di trasmettere, avendo dalla sua tempo, pazienza ed esperienza, i valori autentici, ciò che costituisce un pilastro per lo sviluppo e la socializzazione del bambino.

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Non si sostituiscono a mamma e papà, li affiancano: ascoltando i bisogni del bambino, senza conquistarlo con gratificazioni materiali.

Abbiamo detto che i nonni, oggi come non mai, sono preziosi portatori di valori. Ci teniamo a precisare che questo non significa sostituirsi ai genitori e che anzi, il bambino beneficia di un rapporto equilibrato e coerente tra le figure educative di riferimento. I nonni, così come i genitori, devono porsi in condizione di ascolto verso il bambino, senza tentare plasmarlo a propria immagine e somiglianza, ma accettandolo per quello che è.

Rispettare attitudini e peculiarità del piccolo è fondamentale per aiutarlo a sviluppare la propria identità ed instaurare un dialogo fecondo.
Se si vuole trasformare la relazione nonno-nipote in un’occasione di crescita reciproca, di co-educazione, occorre avere il coraggio di dire no.

Troppo spesso, per compensare ciò che non riusciamo a dimostrare con i fatti, o ciò che non abbiamo il tempo di fare, ricorriamo a regali e gratificazioni materiali per conquistare l’affetto dei piccoli. In questo i nonni hanno un vantaggio che va sfruttato: sono già stati genitori, hanno già affrontato molte fasi che mamme e papà stanno vivendo e hanno maturato pazienza e flessibilità. Tutte qualità che ne fanno non solo  custodi, ma anche preziosi punti di riferimento per i bambini. E per i genitori, che devono imparare a mettersi in discussione ed ascoltare.

I bambini mantengono giovani: ecco l’elisir di giovinezza dei nonni.

In ambito sociale,  diventare nonni non richiede solo la revisione delle dinamiche interne al nucleo familiare, ma anche un ripensamento di competenze e funzioni. Con l’instaurarsi di rapporti fra tre generazioni diverse si sviluppano forti implicazioni, affettive ed emotive, poiché i nonni danno vita con i nipoti ad un rapporto diretto, istintivo, talora molto solido, a volte in armonia coi genitori, a volte in contrasto con loro.

La “nonnità”, in questo contesto è faticosa. Ma il vantaggio è duplice: non solo per il bambino che trova un solido punto di riferimento, ma anche per i nonni che sono chiamati a trovare più energie e scoprire nuove soddisfazioni. Non è un percorso semplice, nel senso che la nascita di un nipotino viene vissuta diversamente, in base alle caratteristiche individuali di ogni persona: alcuni considerano gratificante il nuovo ruolo di nonno, considerandola un’esperienza in grado di arricchire, un nuovo motivo di vita, un modo per sentirsi giovani e utili. Per altri invece è una spia dell’invecchiamento e non sempre viene vissuta con altrettanta serenità, fino al punto di rifiutare il ruolo stesso.

Noi riteniamo che, come in tutte le fasi di cambiamento della vita, bisogna cogliere i lati positivi: in questo caso, il trascorrere del tempo. Essere nonni non significa invecchiare, ma, paradossalmente, trovare nuovi stimoli per mantenersi giovani: aggiornarsi sul significato dell’educazione e sui percorsi di formazione del bambino, leggere, mantenersi attivi, coltivare interessi e rapporti sociali, sfruttare le proprie potenzialità creative. Insomma, i bambini sono un elisir di giovinezza!

Nonni e genitori: consigli per l’uso e ruoli emergenti

In passato i nonni erano identificati con gli anziani, ma oggi non è più così, tant è che studi in materia parlano di “ruoli emergenti”.
Non tutti i nonni sono anziani e non tutti gli anziani sono nonni.

L’essere nonni non è assimilabile a quello del nonno patriarca, depositario di cultura e saggezza, magari legato al mondo contadino.
I profondi cambiamenti avvenuti all’interno della società hanno mutato i rapporti fra genitori e figli, rivoluzionando anche competenze e bisogni dei nonni: si tratta davvero di un ruolo da reinventare completamente.

“Ai miei tempi non si faceva così” è una frase che spesso sentiamo pronunciare. Ma, lo sottolineiamo, questa presa di posizione non costituisce una barriera ma, anzi, il vero valore aggiunto dei nonni 2.0: nella nostra società multimediale e multirazziale, cioè costituisce per nipote un potenziale allargamento dei propri orizzonti e per un superamento delle barriere culturali. E’ questo uno dei motivi che porta autorevoli studiosi oggi a dedicare molta attenzione alla figura del nonno come fonte di promozione e di dialogo per tutti i componenti della famiglia.

A questo proposito vogliamo citare una ricerca condotta dai proff. Mario Gecchele e Giovanni Danza e raccolta in un saggio dal titolo “Nonni e nipoti: un rapporto educativo” (Ed. Rezzara, Vicenza, 1993).  Nello studio si evidenziano i motivi per cui oggi occorre riscoprire e valorizzare il potenziale educativo dei nonni. Risorse preziose non solo per i genitori chiamati al confronto, ma anche per gli enti educativi  che, come sappiamo, non sempre sono portatori di autentici valori pedagogici.

La ricerca evidenzia le caratteristiche dei nonni moderni, che, spesso, si trovano a gestire uno o due nipotini, a differenza del passato in cui erano molti di più. Sempre rispetto al passato, troviamo una preziosissima novità: è la coppia di nonni ad accudire il piccolo, mentre anche solo pochi decenni fa era un compito affidato esclusivamente alle nonne.

Inoltre oggi i nonni mantengono un’indipendenza rispetto a figli e nipoti, spesso vivono lontani o lavorano ancora. Ciò non è limitante, anzi: il fatto che i nonni siano legati alla famiglia, ma allo stesso tempo vivano al di fuori di essa significa che forse i contatti con i nipoti possono essere meno frequenti, ma sicuramente più significativi.

ANZIANO CHE TIENE BIMBO IN BRACCIO ORIZZONTALE, B/N, INTERNO, PP,

Ecco allora, a chiusura di questo excursus, qualche consiglio per ottimizzare il legame nonni-nipoti-genitori:

1) rispettare reciprocamente i ruoli: i nonni non sono genitori e viceversa
2) essere uniti e coerenti nei messaggi rivolti al piccolo: tutti dicono no, o tutti dicono sì
3) i nonni sono preziosi aiuti, non baby sitter: rispettiamo i loro spazi e anche il loro tempo libero, evitando di sovraccaricarli
4) riscopriamo il valore della famiglia, dove possibile: l’unione fa la forza. Per quanto brava o competente, nessuna baby sitter potrà sostituire la complicità di un nonno e un nipotino seduti sul divano a leggere storie.

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