Il nostro percorso di educazione ambientale

Un esempio: parliamo del bosco

Ieri abbiamo introdotto l’importanza dell’educazione ambientale nel percorso formativo dei bambini, sottolineando l’importanza di adottare un approccio basato sulle emozioni e ricco di esperienze sul campo (ti sei persa/o l’articolo? Leggi la nostra introduzione all’educazione ambientale).

Oggi, passiamo alla pratica, riportando un esempio di lavoro fatto riguardo al bosco di montagna. Il percorso si è articolato in 3 giorni.

Introduzione all’ecologia

Spesso viviamo in un certo ambiente senza esserci mai interrogati al riguardo. Questo perché siamo abitudinari, tendenzialmente pigri e non tutti avvertono l’esigenza di informarsi. La nostra unica alleata in questo percorso è la curiosità, naturale inclinazione dell’uomo.

Portare i bambini in un ambiente a loro sconosciuto, diverso da quello che vedono di solito, è un ottimo modo per catturare la loro attenzione e mettersi a parlare un po’.

L'ambiente è una faccenda complessa. Se vogliamo insegnare ai bambini a prendersene cura, dovremo trasformarlo in una fiaba
L’ambiente è una faccenda complessa. Se vogliamo insegnare ai bambini a prendersene cura, dovremo trasformarlo in una fiaba

Nel mio percorso, ho spiegato vari aspetti dell’ambiente montano, facendo leva su quelli più intriganti (2 giorni di domande sugli orsi sono un segnale abbastanza evidente). In questo senso è divertente raccontare in modo aneddotico l’ambiente e come viene vissuto, dagli usi di un tempo alle curiosità su piante e animali.

E’ anche un primo modo per suscitare l’interesse emotivo dei bambini, che vengono introdotti allo studio della natura come per gioco: animando un po’ la spiegazione sarà come essere dentro una storia.

Lezione 1: il bosco

Ho utilizzato l’ambiente a disposizione, ma potreste leggere “la città”, “il mare”, “i vigneti” e via dicendo.

Un percorso di 7 km immersi nella natura, per scoprire i fiori, gli alberi e gli arbusti tipici della montagna trentina. Il tutto, come si diceva, sul campo, percorrendo i sentieri che si snodano nella vegetazione.

Per quanto riguarda le spiegazioni, l’approccio più funzionale è quello a tappe, ovvero soste qua e la lungo il percorso per spiegare le caratteristiche di questo o quel fiore, analizzare le impronte di un animale.IMG_0633

Lezione 2: l’acqua

Spiegare il ciclo dell’acqua è fondamentale in qualsiasi corso di educazione ambientale. Noi, durante la gita, siamo andati a vedere il torrente che dalla cima della montagna porta l’acqua a valle, abbiamo visitato i ruderi degli antichi mulini costruiti sulle rive del torrente, abbiamo visitato una segheria ad acqua costruita sull’acquedotto.

Insomma, accanto ai cenni teorici abbiamo mischiato tanto trekking e apprendimento sul campo. Si può fare anche in città? Io penso di sì, ogni ambiente ha i suoi punti caratteristici, basta sapere quali sono e inventare una storia per spiegare ciascuno di essi.

Nota: i bambini sono molto incuriositi da usi e costumi antichi; questo è un bene, perché permette di sviluppare una cognizione storica della tecnologia e di come ha modificato la nostra vita.

Lezione 3: tutelare quello che abbiamo visto e di cui ci siamo innamorati

Questa non è una vera e propria lezione, ma un concetto furbetto introdotto sulle due precedenti. Ovvero, far capire ai bambini che la tutela dell’ambiente è necessaria se vogliono rivedere quello stesso bosco o torrente fra vent’anni.

In pratica, l’approccio emotivo ci ha risparmiato il predicozzo moralista: sono gli stessi bambini a chiedere come fare per salvare fiori e animali dalla distruzione.



Relazioni finali, con schemi e disegni

Per ogni lezione, abbiamo fatto una piccola relazione libera, incoraggiando i disegni e gli schemi. Ciascun bambino ha così interpretato a modo suo quanto visto e ascoltato, senza schede precompilate rigide e senza dover soddisfare determinati requisiti. Questo perché vogliamo liberarci dalla società delle competenze che rende tutti uguali: una bimba ha scritto tre pagine, un altro ha disegnato a colori tutti i fiori, qualcuno ha provato a schematizzare la meccanica dei mulini.

E’ la cosa giusta?

Domanda legittima. Probabilmente si poteva fare di più, meglio. Si può sempre fare meglio. Il percorso però ha rivelato la sua valenza educativa, in grado di insegnare ai bambini in modo naturale, in grado di soddisfare curiosità, bisogno di muoversi e desiderio di divertirsi.