Nulla è più aleatorio del denaro

Kandinskij, V. (1926). Alcuni cerchi

Tratto da: Andreoli, V. (2011). Il denaro in testa. Mondadori

Nulla è più aleatorio del denaro, basta constatare come la sua dimensione risenta persino delle condizioni psicologiche. L’affermazione preoccupata di un top manager può portare il valore di un’azienda a perdere una forte percentuale della sua quotazione in Borsa e quindi a valere meno in denari o viceversa di più se si annunciano acquisizioni o alleanze ritenute stabilizzanti.
E il tutto a seguito di un comunicato che può essere fatto ad arte, senza nessuna obbiettività, nel puro ambito delle impressioni speculative. E poi le svalutazioni acute o striscianti: quella che segue il crollo della Borsa di New York del 1929 o quella dell’entrata nell’euro che diventa la cornice per declassamenti mascherati che significano sempre perdita del valore del denaro. Il denaro è un pezzo di carta che ha la serietà di una meretrice nel garantire fedeltà e moralità.

[…]
Si mettono da parte dei soldi per eventuali disgrazie, augurandosi che non debbano servire mai. Appena se ne sono accumulati un po’, però, vengono in mente nuove calamità ancora più grandi. Bisogna risparmiare sempre di più, perché il metro di giudizio è uno solo: la paura del futuro, di un futuro pieno di disgrazie. Anche la paura ha una sua inflazione ed il denaro per le sventure è soggetto anch’esso alla svalutazione.