Nutrire la famiglia: costruiamo la Carta del miglioramento

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Buongiorno a tutti, Amici della Scuola di Bambinologia e benvenuti alla lezione conclusiva del nostro corso ABC: le tre lettere del cambiamento in famiglia.
Siamo partiti dall’analisi del significato della parola cambiamento, cercando poi di tradurlo in obiettivi pratici, lavorando sul linguaggio e sugli opposti positivi. Infine abbiamo illustrato alcune tra le più comuni trappole mentali che spesso si frappongono tra noi ed il nostro obiettivo.
Ora vogliamo provare a mettere insieme tutti gli spunti visti finora, realizzando la Carta del miglioramento in famiglia. Prima di vedere di che cosa si tratta, ci prendiamo ancora qualche minuto per analizzare alcuni strumenti da tenere a portata di mano nella nostra “cassetta degli attrezzi di famiglia”:

  • la livella delle aspettative;
  • la chiave inglese della negoziazione;
  • lo stucco del compromesso.

Vediamoli ad uno ad uno, prima di passare all’esercizio finale del corso.

LA LIVELLA DELLE ASPETTATIVE E I GIOCHI DI EQUILIBRIO

Le aspettative sono le nostre credenze su noi stessi e sugli altri: in generale, tendiamo ad aspettarci qualcosa, in contesti o circostanze che ci riguardano. La caratteristica principale delle aspettative è la loro unidirezionalità: essere riguardano ciò che noi pensiamo, non ciò che può realmente accadere, in relazione all’altra persona coinvolta nell’evento.
Le aspettative condizionano molto le dinamiche familiari: pensate a quante volte un bambino segue un corso di musica o di un determinato sport, perché il genitore desidera ardentemente che diventi un campione, magari realizzando il suo sogno. Ma, chiediamoci, quel bambino è davvero contento?
Peraltro le aspettative si accompagnano quasi sempre ad un atteggiamento giudicante e critico, specialmente se la persona disattende quello che abbiamo in programma per lui/lei. Come potete intuire, si tratta di dinamiche delicate e anche foriere di disagio.
Il punto cruciale, in questo caso, è riuscire a capire quanto la mia aspettativa impatta sulla vita altrui. Come fare? Immaginate di avere una livella e con essa cercare di mettere in bolla il vostro quadro familiare: da un lato ci siete voi, dall’altro i vostri figli. Il quadro non deve pendere né da un lato, né dall’altro.
E, perché ciò avvenga, occorre tenere a mente una domanda:

  • chi di noi vuole davvero questa cosa?
  • se la vogliamo entrambe, come possiamo venirci incontro?

Qui entra in gioco la negoziazione.

LA NEGOZIAZIONE E L’ARTE DI STRINGERE ED ALLENTARE I BULLONI DELLA VITA

Nella nostra scatola degli attrezzi di famiglia, la negoziazione è paragonabile ad una chiave inglese e la discussione ad un bullone: se stringo troppo, non riuscirò più a svitarlo. Se, al contrario, stringo troppo poco, la struttura che sto montando crollerà. Come si negozia efficacemente? Noi vi proponiamo la regola delle 5C:

  • coerenza: non posso pretendere che nostro figlio rispetti gli orari da adolescente se non gestiamo gliel’ho insegnato prima;
  • competenza: il modo in cui gestiamo il negoziato, mostrando il nostro equilibrio e la nostra autorevolezza, aiuta a trovare una soluzione;
  • costruttività: non temete il conflitto, se anche dovesse verificarsi è un’occasione per confrontarsi;
  • comunicazione: impariamo a dire no, quando serve;
  • cooperazione: fissiamo le regole e le sanzioni. In ogni negoziato che si rispetti, sono previste entrambe

IL COMPROMESSO E LA CAPACITA’ DI AGGIUSTARE

Il compromesso è sovente parte del negoziato. In famiglia esistono variabili non negoziabili che fanno parte dei pilastri su cui si sorregge l’educazione. Come fare a capire cosa è negoziabile in famiglia e cosa no? Diciamo che ci si basa sul principio del vantaggio comune: la decisione deve portare un beneficio a tutti o porre le basi per ottenerlo. In altre parole: se decidiamo che nostro figlio deve dormire da solo, lo facciamo perché crediamo di aiutarlo a diventare più autonomo. Magari però il bambino non è dello stesso avviso e farà i capricci, non volendo dormire da solo. In questo caso, che cosa è negoziabile? Non la motivazione di fondo, cioè il desiderio di renderlo autonomo. Possiamo però lavorare sul modo di raggiungere l’obiettivo, negoziando sui tempi, sulle modalità di riuscita e lavorando sulle nostre aspettative.

LA CARTA DEL MIGLIORAMENTO IN FAMIGLIA

Ed eccoci arrivati alla parte conclusiva del nostro lavoro: ora proveremo a mettere insieme tutti gli spunti di riflessioni emersi da questo discorso in un lavoro conclusivo. Si tratta di un lavoro di squadra che coinvolge ogni membro della famiglia, con l’obiettivo di creare una Carta del Miglioramento. Come fare? Per prima cosa, occorre declinare i valori in cui crediamo, quelli che si pongono come pilastri per la nostra vita. Scriviamoli, dopo averli discussi insieme. Ora chiediamoci: come ci poniamo rispetto a quei valori? Se ad esempio uno dei nostri valori è l’altruismo, cosa facciamo concretamente per portarlo nella nostra vita quotidiana?
A questo punto, chiediamoci quali sono le aree di intervento, una per ciascun membro della famiglia: significa indagare se stessi e chiedersi che cosa possiamo e vogliamo cambiare, per allinearci alla carta dei valori della nostra famiglia. Una volta individuate le aree di cambiamento, occorre entrare nel dettaglio degli obiettivi, definendo delle azioni quotidiane da fare in un arco di tempo stabilito (si può iniziare da durate brevi, ad esempio una settimana, per non avere cali di motivazione e sentire il beneficio dei risultati).
Trascorso il tempo prefissato, analizziamo insieme i risultati: siamo riusciti tutti a raggiungere l’obiettivo? Se sì, qual è la frase che vorremmo dirci l’un l’altro per elogiare il nostro successo? Se non siamo riusciti a portare a termine gli obiettivi, proviamo a porci le seguenti domande:

  • Come possiamo intervenire per migliorare?
  • Ci sono state trappole mentali che hanno condizionato il nostro percorso?
  • Come possiamo evitarle?
  • L’obiettivo era troppo sfidante per noi? Lo abbiamo definito lasciandoci condizionare da aspettative eccessive?
  • Come possiamo negoziare e trovare un compromesso?

Rispondere a queste domande, ritagliandosi un’ora alla settimana, significa fare un profondo lavoro su noi stessi, insieme ai nostri cari. Potete farlo su un foglio da disegno condiviso, magari abbellendolo con doodle e coloring (ne abbiamo un sacco da cui trarre ispirazione nella nostra sezione Disegni da colorare). Oppure potete provare ad utilizzare come base di partenza il nostro modello di Carta del Miglioramento, scaricabile a questo link. Sembra banale, ma molte cose in famiglia vengono date per scontate, anche solo un “ti voglio bene” al momento giusto: imparare a lavorare insieme e porci delle domande ricorrenti, ci aiuta a crescere. Uno dei nostri motti è: non esistono risposte sbagliate, ma in molti casi non è stata fatta la domanda giusta.

Clicca qui per scaricare questa scheda.

CONCLUSIONI

Siamo giunti al termine del nostro percorso ABC: le tre lettere del cambiamento in famiglia. Ci auguriamo di avervi dato spunti interessanti per approcciare i cambiamenti all’interno della vostra famiglia, allenandovi a farvi domande, e a rispondere sinceramente. Come tutti i corsi, si tratta di un punto di partenza e non di arrivo. Abbiamo pensato di abbinare a queste lezioni dei video che trovate sul nostro Canale YouTube e dei circle time nel nostro Gruppo Facebook. Il nostro obiettivo è di creare un polo di formazione continua, dove chiunque possa leggere, trovare risorse, approfondire e confrontarsi con noi e con gli altri lettori, se lo ritiene necessario.
Per consigli, richieste, suggerimenti ed approfondimenti, potete contattarci attraverso questo modulo.
Grazie per averci seguiti e … vi aspettiamo nei nuovi corsi della Scuola di Bambinologia.


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