OBBLIGATI AL DIALOGO: ECCO LA NUOVA AUTORITA’

Ti sei mai chiesta/o se non stiamo esagerando con la “filosofia del dialogo“? Un tempo bambini e adulti vivevano esistenze separate e le decisioni dei secondi ricadevano sui primi senza possibilità di replica. Oggi, ci sentiamo in dovere di chiamare in causa i bambini per qualsiasi decisione, arrivando ad una situazione paradossale: pretendiamo da loro che partecipino attivamente alla vita della famiglia. Ecco cosa ci dice il pedagogista Daniele Novara in “Non è colpa dei bambini“:

Se un tempo i ragazzi dovevano solo obbedire, adeguarsi ai genitori, e al massimo potevano ogni tanto cercare di ribellarsi, trasgredire, trovare un sistema per aggirare le imposizioni degli adulti, adesso vivono il problema opposto. I nostri genitori erano dispotici, tirannici, e se non obbedivi le prendevi; oggi le prendi se non dialoghi. Quello che fa perdere il controllo alle mamme e ai papà di oggi non è in sé l’infrangere la regola, il disobbedire, il comportamento scorretto, ma il fatto che il figlio o la figlia non parlino con loro, non stiano in contatto, non condividano una comunicazione più profonda. Il dialogo tra genitori e figli è la nuova prescrizione: i figli che funzionano parlano con i genitori, si aprono, si confidano, si esprimono, si fanno capire. Gli altri, quelli che non funzionano, si fanno i fatti loro, non si sa mai cos’hanno in testa e non condividono con i genitori i loro stati d’animo. Sembra assurdo ma è così“.

A questo proposito vale la pena citare, almeno per quanto riguarda i bambini più piccoli (almeno fino al termine del ciclo della scuola dell’infanzia), la psicologia dello sviluppo: la capacità cognitiva dei bambini è un’entità in crescita, naturalmente immatura. Non possiamo e non dobbiamo trattare un bambino come un adulto perché questo significa pretendere da lui qualcosa che non può dare/fare.
Questo è il principale ostacolo al dialogo trasversale ed è anche l’elemento che dovrebbe spingerci a riconsiderarlo. I bambini devono fare i bambini: devono giocare, studiare, avere pochi giocattoli e tante occasioni per incontrare i propri amici e coetanei. Il dialogo, se si saranno gettate basi relazionali solide, verrà col tempo.

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