Omofobia: si comincia col rispetto degli altri e del diverso

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Proprio oggi, che celebriamo una giornata contro l’omofobia, vale la pena soffermarsi su uno dei cardini dell’educazione: il rispetto. Parliamo spesso di empatia, di tempo da trascorrere insieme, a volte anche di regole (che ci vogliono, per carità); ebbene, tutti questi aspetti dovrebbero innestarsi su un profondo senso del rispetto.

Rispetto per gli altri, quale che sia il loro colore, quali che siano le loro idee o i gusti. Rispetto per il diverso: nessuno è uguale, proprio nelle differenze dovremmo trovare la forza comune.

Il rispetto si insegna nella misura in cui insegniamo a ringraziare e a scusarsi, a chiedere “permesso” e “per favore”, ma anche attraverso l’esempio: i bambini sono piccole spugne  e non c’è dono più grande che possiamo fargli dell’essere noi per primi rispettosi.

Combattere la cultura dello scherno

Nel nostro mondo è prevalsa una tendenza egocentrica un tantino violenta, un separare tra “chi  è come me”, il gruppo e “gli altri”, bersaglio di insulti e vessazioni. E’ la logica dei talent show, dove un giudice può permettersi di offendere un concorrente, è la logica della competizione, in cui al più forte tutto è concesso.

Se vogliamo, è la logica del bambino, che dal suo egocentrismo dovrebbe essere tirato fuori, con dolcezza, da adulti saggi e da un ambiente amico. Il problema è che ad oggi, spesso, accade il contrario: gli adulti che circondano il bambino sono altrettanto egocentrici.

Il primo passo nell’educazione di un mondo più rispettoso (quindi non-omofobo) è proprio quello di evitare la prevaricazione, in tutte le sue forme: mettiamo al bando gli insulti! 

Come si insegna il rispetto



Come dicevamo sopra, i primi insegnanti di rispetto per i bambini sono i genitori. Insegnanti che vengono osservati e presi a modello nelle piccole azioni quotidiane.

Anche ragionando insieme ai più piccoli si può fare molto: quando si discute di ciò che accade, provate a mettere l’attenzione sul tema del rispetto.

  • Che cosa vuol dire per te rispettare?
  • Oggi ti sei comportato in modo rispettoso?
  • I tuoi compagni si sono comportati in modo rispettoso?

E così via. La difficoltà sta nel riuscire ad animare questo micro-dibattito, in modo che non sia un interrogatorio ma un vero e proprio laboratorio di filosofia e di etica. Un’occasione, per i bambini, di mettersi in discussione e far sentire la propria voce.

IL CALICE DEL RISPETTO: un gioco per tutta la famiglia. Ovviamente non è “la soluzione”, ma un modo per approfondire questo tema divertendosi insieme. Vi serve un calice (o un bel bicchiere decorato), dei bigliettini di carta e una penna. A turno, ciascun membro della famiglia scriverà su un bigliettino cosa vuol dire per lui rispetto. Poi, gli altri cercheranno di indovinare che cos’ha scritto.

Approfondire il tema dell’omofobia

Per scoprire di più sulla Giornata internazionale contro l’omofobia, vi rimandiamo alla pagina Wikipedia.

Vi è poi un dubbio, più che lecito: come parlare ai bambini di omosessualità? E’ un tema così delicato. Secondo noi, con la massima apertura mentale e franchezza possibile: si dovrebbe spiegare ai bambini che l’amore può nascere tra un uomo e una donna così come tra due donne o due uomini. In semplicità. La sensibilità, semmai, dovremmo impiegarla nel non banalizzare il concetto: un bimbo di 6-7 anni ancora non è in grado di comprendere queste relazioni nella loro completezza, quindi meglio puntare sull’insegnamento del rispetto. Quello si può imparare da subito, ed è un fondamentale per tutto il resto.


a cura di Matteo Princivalle

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