Opera lirica come una fiaba: un’idea per far scoprire nuovi mondi ai più piccoli.

Avete mai pensato che l’opera lirica potrebbe trasformarsi in un’affascinante avventura anche per i più piccoli? Sembra alquanto insolito, perché in genere si tratta di una forma artistica considerata vetusta o, quantomeno, destinata a un pubblico di pochi eletti. Spesso gli stessi adulti si avvicinano con riluttanza alle opere liriche, considerandole noiose o complesse da seguire. Eppure si tratta di un’esperienza che, combinando teatro, musica e narrazione, può costituire un’esperienza positiva anche per i più piccoli. Occorre vincere qualche pregiudizio e luogo comune, innanzitutto, ma vale la pena provare. Soprattutto perché, se ben spiegate, le storie si prestano a catturare l’attenzione anche di un pubblico molto giovane.

Ne è convinta Cecilia Gobbi, Presidentessa dell’Associazione Musicale Tito Gobbi, che qualche tempo fa aveva promosso una collana di libri gioco intitolata “La magia dell’opera”, rivolta a bambini dai sette anni in su.13148131_10154276790732369_602692180_o

Si tratta di un modo per aiutare i genitori interessati ad approfondire l’argomento e avvicinare i bambini a questa forma di arte, utilizzando un approccio ludico e divertente. Ma è solo un esempio. Qualche anno fa, nel 2014 per l’esattezza, è stata pubblicata la collana Su Il Sipario, di Curci Young, una serie di testi accompagnati da un gioco di carte da ritagliare e un cd, per ascoltare le storie e sentire i brani delle opere.
Prima ancora del teatro, si può dunque testare a casa l’interesse per questa forma artistica, per poi passare all’ascolto dal vivo.

Quali sono i vantaggi di questo approccio all’opera lirica e perché dovrebbe interessare i bambini, se spesso sono i genitori i primi a non dimostrare grande interesse in merito?

Gli esperti sostengono che, nel rispetto delle soglie di attenzione dei più piccoli, che sono più basse di quelle degli adulti, e scegliendo chiaramente opere adeguate all’età, la narrazione permette di avvicinare i bambini non solo a storie fantasiose, ma anche alla cultura di un tempo, imparando senza fatica.

E’ un modo di arricchire il bagaglio di conoscenze, utilizzando strumenti, se vogliamo, più interattivi della sola lettura, combinando con essa la componente musicale. In fondo, a leggere con attenzione, spesso le opere raccontano di personaggi crudeli, di spettri, di filtri amorosi e altre stregonerie, proprio come accade nelle favole per bambini. Ecco allora qualche consiglio per sfruttare al meglio il potenziale della lirica e coinvolgere i piccoli ascoltatori.

A seconda dell’età, scegliamo l’opera più indicata

Chiaramente non tutte le opere si prestano al pubblico dei bambini, anche se conta molto il modo di raccontarle dei genitori, valorizzando l’abbinamento favola e musica. Ricordiamo anche che il racconto più essere spezzato in “puntate”, laddove la trama è troppo lunga o complessa.

A casa, il genitore può iniziare questo percorso di scoperta raccontando la storia e le caratteristiche dei personaggi principali. Magari proponendo qualche breve brano da ascoltare.13140685_10154276790672369_981111372_n

L’ingrediente vincente: saper coinvolgere

Per l’opera lirica, ma in generale per il successo di qualsiasi attività, conta il saper coinvolgere il bambino, offrendo stimoli e spunti interessanti, ma senza mai forzare la mano.

L’arte è sempre un’esperienza da vivere, da far propria. In questo caso l’adulto ha un ruolo fondamentale, perché deve saper presentare i personaggi, raccontare, prima ancora di avvicinare all’ascolto.

Con un amico l’opera si trasforma in gioco

Avete mai pensato che un’opera si presta a una mini rappresentazione o, in altre parole, a una forma di gioco in cui il bambino più essere attivamente coinvolto? Basta un cappello da strega per diventare un personaggio di Falstaff. L’idea del teatro, già in precedenza affrontata, offre la possibilità di rendere i più piccoli protagonisti della narrazione, dando vita a un percorso di creazione ed interazione, giocando a immaginare e impersonare gli eroi dell’opera. Chiaramente è compito del genitore adattare la storia in modo tale che sia “a misura di bambino”. Don Giovanni non è certo un personaggio raccomandabile, ma si può sottolineare il fatto che, a causa del suo comportamento, è solo e senza amici. Questo solo per fare un esempio.13187777_10154276790592369_360821743_n

Impariamo ad ascoltarci, ascoltando

L’opera lirica può dunque essere un modo per allenare l’ascolto, educare sin da piccoli alla bellezza, a coltivare i sentimenti e la sensibilità. Non è certo semplice in un mondo in cui si è tutti freneticamente multitasking, ma è sicuramente un modo per ritagliarci degli spazi in cui il linguaggio della musica e della fantasia rallentano i ritmi.

Spesso nei bambini e nei ragazzi manca la capacità di lettura critica, perché spesso gli stimoli cui sono sottoposti sono troppi o troppo superficiali. Un esempio tra tutti: il videogioco solitamente prevede l’eliminazione dell’avversario, ma non offre nessuna visione del dolore che essa comporta, cosa che può oggettivamente, specie nel lungo periodo, costituire un limite. Con questo non vogliamo demonizzare nulla né fornire chiavi di lettura troppo rigide. Riteniamo l’opera un buon esercizio per prendersi del tempo, senza dare per scontata la trama, lavorando sulla fantasia e sull’ascolto.

Un modo dunque per imparare ad ascoltarci, fantasticando.