Orienteering: lo sport che fa bene al cervello

Negli ultimi anni si è assistito alla diffusione, soprattutto all’interno di progetti scolastici, dell’orienteering. Portale Bambini, che ha una certa passione per la natura, i giochi e l’orientamento, ha approfondito questo sport e ha scoperto alcune cose interessanti.

Per iniziare, cos’è l’orienteering? Citando Wikipedia:

L’orienteering, o orientamento (in francese: course d’orientation), consiste nell’effettuare un percorso predefinito caratterizzato da punti di controllo chiamati “lanterne” (paletto con punzone) e con l’aiuto esclusivo di una bussola e di una cartina topograficamolto dettagliata a scala ridotta (da 1:4.000 a 1:15.000) che contiene particolari del luogo da percorrere.

Si tratta di uno sport nato nei paesi scandinavi alla fine del XIX secolo e, benché praticato in origine in boschi e altri spazi aperti si adatta bene anche alla città.

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Orienteering e orientamento spaziale

Il dato interessante è che gli esperti di orienteering hanno abilità spaziali migliori del resto della popolazione: la pratica dell’orientamento con carta e bussola allena le aree del cervello che si occupano di spazio. Vi sono studi [Cornoldi, 2003] che dimostrano come professionisti di questo sport ottengano punteggi più alti nei Test di Rotazione Mentale. Inoltre, l’orienteering è un’attività cognitivamente complessa, che necessita di un buon senso strategico e di buone abilità attentive oltre che spaziali. In pratica, si tratta di un’attività che permette di allenare la nostra mente a tuttotondo divertendosi. Mica male, soprattutto per i più piccoli!

Orienteering e orientamento in classe

In aggiunta a quanto detto sopra, si tratta di uno sport piuttosto semplice; un percorso di orienteering può essere allestito nel parco della scuola, nei giardini pubblici e in qualsiasi spazio che permetta ai partecipanti di muoversi liberamente – e in sicurezza – lungo il percorso. Per questa ragione ci sentiamo di consigliarlo a tutti gli insegnanti come attività da proporre alle proprie classi, magari approfittando di un viaggio d’istruzione fuori porta.

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Portale Bambini ha proposto percorsi di orienteering a squadre, modificando il regolamento dello sport per eliminare la competizione e renderlo più avventuroso [ad esempio aggiungendo punti “speciali” da raggiungere e segnalare nel bosco]. Allo stesso modo si potrebbe realizzare un percorso all’interno della scuola; dipende tutto dalla vostra fantasia.