Il patentino del buon genitore

I minion incontrano i lavoretti creativi

Curiosità del mercoledì sera: abbiamo letto un ddl davvero particolare: qualche senatore vorrebbe introdurre un patentino obbligatorio per diventare genitori, introdurre l’obbligo di un corso formativo ad hoc.




Il fatto: un disegno di legge all’italiana

Il disegno di legge

Il disegno di legge — che è stato presentato dalla senatrice del Pd Venera Padua e sottoscritto da altri 11 senatori, tra cui Josefa Idem, Serenella Fucksia e Gianpiero Dalla Zuanna — parte dall’assunto che «diventare genitori cambia inesorabilmente la vita di una persona». E, soprattutto, che «è difficile immaginare di assolvere ai propri compiti in modo uguale per tutto l’arco di crescita dei figli, dovendo necessariamente adeguare stili di comunicazione, comportamenti e modalità relazionali con il passare del tempo e con il crescere dei figli». Un percorso complesso, e durante il quale — sostengono i parlamentari — sono necessarie «misure di sostegno volte alla migliore diffusione dei doveri e delle responsabilità connessi alla funzione genitoriale».

Tratto da “Corriere della Sera” del 16 agosto

Purtroppo nel nostro paese siamo abituati così: se qualcosa non funziona, bisogna che qualche ministero emani regole puntigliose e bacchettone, poi magicamente tutto va a posto. Ovviamente solo nelle idee di chi ha presentato quella proposta. Nel caso specifico, ritengo lungimirante l’aver individuato l’incapacità genitoriale italiana. Tanto di cappello.

Certo, pensare che i genitori col loro patentino saranno tutti belli e buoni è credere a una favola. Peggio: dare a bere una favola. Chiunque sia un genitore o un educatore sa bene quanto la pratica si discosti dalla teoria, quanto sia difficile applicare quel che si legge. Spesso si finisce per seguire l’istinto o il buonsenso. Un corso per genitori può fornire alcune importanti nozioni di base, ma non ci trasforma in buoni genitori.

I minion incontrano i lavoretti creativi
Capita di vedere la famiglia come un insieme di figurine, stile presepe. La realtà è molto diversa!

Il ddl

Ce lo siamo andato a leggere per bene, lo trovate a questo link se volete: http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00985511.pdf. In particolare ci torna poco l’Art. 3, quello che dice che il tutto non dovrà gravare sulla finanza pubblica. Non vorremmo vedere un intervento del genere gravare sulle spalle delle famiglie.

Art. 3. (Clausola di invarianza finanziaria) 1. Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Alle disposizioni di cui all’articolo 2 si provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

La ricetta del buon genitore

In questi giorni ne abbiamo parlato allo sfinimento, di quello che il buon genitore dovrebbe essere. Ebbene, questa è l’ennesima occasione che ci serve il tema su un piatto d’argento. Uno dei punti che è emerso con forza è l’importanza dell’essere, di dare un esempio corretto, di lavorare come prima cosa su se stessi. Abbiamo addirittura una rubrica di coaching per genitori. In quest’ottica contesto la proposta di istituire il patentino del buon genitore: non è un percorso di crescita personale, sarà l’ennesimo test a crocette su una sequela di nozioni quanto meno discutibili.

Non aiuterà il futuro genitore ad acquisire sicurezza, a domandarsi quale sia la sua linea educativa; gli riempirà la testa di precetti ministeriali. Potrebbe perfino rivelarsi un danno, qualora plasmasse a uso e consumo di un ministero le menti e i sentimenti dei genitori. E qui non inganni il fatto che il ddl lascia libertà ai comuni: quante associazioni e cooperative forniscono realmente servizi individualizzati, specie se i fondi non ci sono? La risposta è nessuna!

Finirebbe per essere retorica vuota, qualche bella slide spiegata da qualche bel formatore, nel corso di un modulo della durata di un paio di week-end. Del tutto inutile.

E Portale Bambini, cosa dice?

Siamo nell’era delle rivoluzioni, del “nuovo che avanza”. Bisogna buttar via tutto quello che è stato fino a ieri e ripartire, questa è l’opinione comune. L’epilogo è il corso per genitori, ma sarebbe bene farsi una domanda. Esiste un professionista che possa aiutare il futuro genitore a chiarirsi le idee su cosa dovrà fare? Certo che sì: per quanto riguarda il suo benessere troviamo lo psicologo, per quanto riguarda la famiglia come momento educativo il pedagogista.

Evviva il mestiere dei genitori! Però senza farci fare i test.
Evviva il mestiere dei genitori! Però senza farci fare i test.

Purtroppo, nessun ministero in tanti anni si è peritato di dare una mano a queste due professioni, in crisi in quanto vittime di un pensiero distorto, che non considera adeguatamente il benessere mentale.

Ma allora, se esistono già gli esperti che possono aiutare, perché non convenzionarsi con loro invece di procedere lungo la via della standardizzazione? Vogliamo portare l’obbrobrio dei programmi ministeriali e del pensiero unico della scuola anche in famiglia? Il cielo ce ne scampi. Se si vuole fare qualcosa di buono, si permetta a tutti i futuri genitori di accedere in modo gratuito a un servizio di consulenza genitoriale composto dai professionisti sopracitati. Si ponga anche l’obbligo di farlo, ma per favore, nessuno venga a dirci che la soluzione è tornare in aula a studiare come si diventa brave mamme e papà.



E non si pensi che i problemi in famiglia si risolvono a priori. Nessuno ci è riuscito finora. Sono problemi che emergono nel tempo e che richiedono, nel tempo, supporto. Altrimenti si rischia di avere i genitori perfettamente formati che poi, di fronte a uno scoglio imprevisto, sono lasciati da soli. Oltre al danno, anche la beffa.

Del resto il nostro pensiero è anarchico: ci piace che ciascuno possa scegliere il suo approccio, i suoi metodi, il suo credo e le sue linee guida. Proposta bocciata. Con i nostri più sinceri complimenti, però, a quegli undici prodi che in Senato hanno portato alla ribalta il tema dell’educazione. Come a dire: non ci piace quello che avete proposto, ma avete la nostra piena solidarietà. Continuate su questa strada.

A cura di Matteo Princivalle