Perchè ai bambini piace travestirsi da mostri

Ai bambini piacciono i mostri, i dinosauri e tutto quanto sia cattivo ma accattivante al tempo stesso. Forse si tratta solo del fascino del male, forse di qualcosa in più.
Ad ogni modo, quest’attrazione (lasciamo perdere i dinosauri e concentriamoci sui mostri) ha un suo particolarissimo spazio: la festa di Halloween.
Anche se credo non ci siano più tante combriccole mascherate che passano nelle case per il vecchio “Dolcetto o scherzetto?“, i bimbi travestiti e mascherati da mummia, lupo mannaro, zombie e chissà cos’altro continuano a essere numerosi.


Ma perché l’idea di vestirsi da zombie, stupido e puzzolente, è tanto affascinante?halloween

1) I bambini, tra i 5 e gli 11 anni stanno sviluppando il proprio sistema cognitivo, cercano risposte e soluzioni ai casi della vita. “Fare finta di essere…” è un gioco imitativo, estremamente utile; infatti permette lo comprensione dell’altro da sé; in questo modo impareranno a relazionarsi con gli altri. Per questo Portale Bambini consiglia di incentivare i giochi di finzione, di imitazione e di ruolo: sono il modo più divertente di conoscere il mondo!

2) Il mostro rappresenta le paure primordiali del bambino: la paura del buio, dell’abbandono, della separazione; rappresenta la paura verso gli estranei, che potrebbero farci del male, diversamente dalla famiglia che si prende cura di noi. “Diventare” quel cattivo, quella paura, permette al bambino di interiorizzarla e superarla. In questo senso travestirsi da mostro lo rende più forte.

3) Spesso, i mostri di cui parliamo hanno colori accesi e forme accattivanti; in questo senso, catturano l’attenzione del bambino che, in fatto d’arte, ha gusti ben poco minimalisti e lineari come molti adulti.

E ancora, si può dire che lasciare spazio a questo gusto per l’orrido rovinerà a vita un bambino? Vestirsi da scheletro o da vampiro renderà assassini immorali?

Se c’è alla base il sostegno di mamma e papà, assolutamente no. Travestirsi per Halloween non è altro che un rituale, un momento in cui “tutto è concesso”, in cui sono gli stessi genitori ad incoraggiare queste maschere. Se uniamo il momento del gioco al momento della condivisione, magari a tavola, con dei bei dolcetti alla zucca, non c’è pericolo. Anzi, diventerà un momento educativo.

Se il bambino è lasciato solo, le cose cambiano: ricordiamoci che alla sua età, la cognizione del bene e del male è in evoluzione. Se non ha una guida, una base sicura che gli spieghi i fondamenti della morale, questo bambino potrebbe convincersi che essere una creatura diabolica sia divertente. Specie se ha accesso a giochi o programmi che danno credito a un simile pensiero.