PICCOLO CLANDESTINO

Germana Bruno

In fuga verso l’Egitto
con mamma e con papà,
secondo quanto scritto
da Matteo tanti anni fa,
fuggivi per non cadere
nella trappola di Erode il Grande
che, per sete di potere,
di vittime ne fece tante.
In fuga disperata
una donna, un neonato, un falegname,
una povera famiglia stremata
per stanchezza, sete e fame.
Che infanzia triste e dura,
caro Gesù Bambino,
costretto per paura
a fare il clandestino.
Lasciasti la tua terra
per scampare alla persecuzione
e ancora oggi fame e guerra
mettono in fuga tante persone.
Ora mi spieghi Gesù Bambino,
perché quando Natale è alle porte
tutti quanti, almeno un pochino,
ci commuoviamo per la tua sorte
mentre restiamo muti, ciechi e sordi
se a patir lo stesso dolore
son Rumeni, Slavi o Curdi?
Caro, dolce Gesù Bambino,
povero piccolo clandestino,
fa che tutta quanta la gente
non resti più indifferente
davanti allo sguardo di chi sta patendo
lo stesso dolore che ci ha Redento!

Ecco la filastrocca illustrata:

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