Poesie di Natale

poesie di natale

In questa sezione abbiamo raccolto tante poesie di Natale per i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. Cliccate sulle schede o sui pulsanti colorati per stampare i file PDF da colorare.

Poesie di Natale

Babbo Natale esiste davvero

Germana Bruno

Babbo Natale esiste davvero
niente da ridere, io sono serio,
oggi nessuno crede più a niente
non sa sperare più tanta gente.
Babbo Natale esiste davvero,
come la terra, il mare ed il cielo,
come l’amore che c’è di sicuro,
lui è qualcosa di magico e puro.
Babbo Natale, lo so, non si vede
ed è per questo che c’è chi non crede,
ma se ci pensi, hai mai visto l’amore?
Eppure c’è, puoi sentirlo nel cuore.
Credere anche nell’impossibile
rende ogni giorno più bello e vivibile,
credere che un nonno barbuto e tondo
porti i regali ai bimbi del mondo,
dà la speranza che magari a Natale
niente e nessuno potrà farci male.
Babbo Natale esiste davvero
e niente al mondo può esser più vero
non credere a chi, invece, pretende
di porre ai tuoi occhi le sue stesse bende,
perché la vita è davvero ben spesa
quando dei doni c’è sempre l’attesa.

Lo straniero nel presepe

Germana Bruno

Quello straniero nella mangiatoia,
dentro il presepe, sotto una tettoia,
cosa ci fa con una stella splendente
degna soltanto di un re o di bella gente?
Non è il tuo posto, vai via, clandestino,
non sta da queste parti il tuo destino,
torna subito da dove sei venuto
o va’ a cercar altrove rifugio e aiuto.
Ma il Bambino non sente o non capisce
e di tanta cattiveria si stupisce,
è giunto qui da povertà e disagio,
con mamma e con papà
ha fatto un lungo viaggio.
Lo sai cosa ci fa questo Bambino?
Spera in un lieve e più bel destino.
E allora, dite, magari lo lasciamo
e tutti quanti gli tendiam la mano?

Il pellerossa nel presepe

Gianni Rodari

Il pellerossa con le piume in testa
e con l’ascia di guerra in pugno stretta,
com’è finito tra le statuine
del presepe, pastori e pecorine,
e l’asinello, e i maghi sul cammello,
e le stelle ben disposte,
e la vecchina delle caldarroste?
Non è il tuo posto, via! Toro seduto:
torna presto di dove sei venuto.
Ma l’indiano non sente. O fa l’indiano.
Ce lo lasciamo, dite, fa lo stesso?
O darà noia agli angeli di gesso?
Forse è venuto fin qua,
ha fatto tanto viaggio,
perché ha sentito il messaggio:
pace agli uomini di buona volontà.

La magia del presepe

Monica Sorti

Il centro del mondo è una capanna,
dentro c’è un bimbo che fa la nanna,
c’è tanta neve, il freddo si taglia,
lui dorme tranquillo sopra la paglia.
La mangiatoia è il suo lettino,
povero bimbo, neanche un cuscino,
né una coperta, è tutto gelato,
lo scalda il bue con il suo fiato.
I genitori guardan con amore
il loro figlio, dono del Signore.
Accorron pastori e tanta altra gente,
perfino i Re Magi dal lontano Oriente.
Arriva pure qualche angioletto
che intona un canto là sopra il tetto,
adorano tutti questo bambino
che già risplende, astro divino,
Risplende perché ha la luce nel cuore,
è venuto per darci lezioni d’amore.

Natale

Alessia de Falco
Matteo Princivalle

Abbiamo nel cuore un desiderio:
che Natale arrivasse sul serio,
riempisse i cuori di felicità
parole gentili, amore e bontà.

Il dono

Alessia de Falco
Matteo Princivalle

Il dono più bello
che si possa fare
è tanto semplice:
un pensiero gentile
e pieno d’amore
come una candela
che ti scalda il cuore.

Magiche sfere di Natale

Germana Bruno

Dal mio albero pendono magiche sfere
e hanno dentro le cose più vere.
C’è la sfera dell’amicizia
che è un po’ come la liquirizia:
tiene dentro il dolce e l’amaro
ma è davvero un bene assai raro.
C’è la sfera dell’uguaglianza
e ci sta dentro la differenza
che nel mondo esiste ed è bello:
pur chi è diverso è mio fratello.
C’è la sfera della pace
che diffonde la più grande luce
colpisce gli occhi, entra nel cuore
ed esce fuori sotto forma di amore.
C’è la sfera della libertà,
povero l’essere che non ce l’ha;
la libertà di vivere a modo mio
senza mai offendere né uomo, né Dio.
Dal mio albero pendono magiche sfere
che scintillando rendono calde le sere,
magiche sfere di Natale
tengono dentro tutto ciò che vale!

Piccolo clandestino

Germana Bruno

In fuga verso l’Egitto
con mamma e con papà,
secondo quanto scritto
da Matteo tanti anni fa,
fuggivi per non cadere
nella trappola di Erode il Grande
che, per sete di potere,
di vittime ne fece tante.
In fuga disperata
una donna, un neonato, un falegname,
una povera famiglia stremata
per stanchezza, sete e fame.
Che infanzia triste e dura,
caro Gesù Bambino,
costretto per paura
a fare il clandestino.
Lasciasti la tua terra
per scampare alla persecuzione
e ancora oggi fame e guerra
mettono in fuga tante persone.
Ora mi spieghi Gesù Bambino,
perché quando Natale è alle porte
tutti quanti, almeno un pochino,
ci commuoviamo per la tua sorte
mentre restiamo muti, ciechi e sordi
se a patir lo stesso dolore
son Rumeni, Slavi o Curdi?
Caro, dolce Gesù Bambino,
povero piccolo clandestino,
fa che tutta quanta la gente
non resti più indifferente
davanti allo sguardo di chi sta patendo
lo stesso dolore che ci ha Redento!

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