Quest’estate andiamo in colonia?

Con l’estate alle porte molti genitori si staranno chiedendo dove lasciare i bambini durante le giornate. Qualcuno li lascerà dai nonni, altri li iscriveranno ad un centro estivo. Oggi parliamo della terza opzione: imbarcarli per un soggiorno fuori casa per qualche tempo: una colonia o un campo estivo.

Mandare i bambini ad un campo estivo: perché sì

Alcuni motivi importanti per cui vale la pena iscrivere i bambini a un campo estivo. Il campo estivo è un’occasione di ossigenazione psico-fisica, ma ha anche dei solidi fondamenti pedagogici. Ecco perché a vostro figlio farà bene un periodo lontano da casa:

  1. Conoscerà tanti nuovi amici e avrà la possibilità di giocare con altri bambini come lui
  2. E’ un’esperienza di socializzazione importante, uno spazio per relazionarsi e imparare a stare insieme. Si tratta di un periodo lontano da casa, in compagnia esclusivamente dei propri amici.
  3. E’ un’occasione per provare giochi e sport nuovi. Nella maggior parte dei centri estivi sono previste numerose attività sportive e ludiche, utili per divertirsi ma anche per dare una base ai bambini.
  4. Si imparano a risolvere i conflitti e a gestire la vita di comunità. Stare a stretto contatto con tanti coetanei significa dover gestire insieme spazi e situazioni, mettersi alla prova ed imparare a coltivare qualità come rispetto, empatia, socievolezza.
  5. E’ un contesto molto diverso da quello scolastico, molto più vicino ai bisogni dei bambini. Si può giocare, muoversi, stare con gli amici
  6. Si passa tanto tempo all’aria aperta. Molti centri estivi sono situati in parchi o in luoghi immersi nel verde; un vero toccasana che permetterà ai bambini di vivere in grandi spazi aperti e di sperimentare quella libertà altrimenti preclusa.

Quanto tempo è giusto mandare i bambini lontano da casa? Dipende, solitamente almeno due settimane; se sono piccoli possono bastare 7-8 giorni, visto che devono abituarsi alla separazione dai genitori, se sono più grandicelli anche 3 settimane; anzi, sarebbe l’ideale, perché possano vivere appieno la vita comunitaria con i propri amici.

Aria buona e avventure con gli amici: sono gli ingredienti di un campo estivo di classe!

In colonia? Ma non avrà nostalgia di casa?

Molti genitori hanno dei timori a lasciare i propri figli per tanto tempo lontano da casa. E se avessero nostalgia? E se non si trovassero bene? Naturalmente la causa di queste paure è l’amore nei loro confronti, la volontà di proteggerli e tutelarli.

Tuttavia, non occorre preoccuparsi; la nostalgia è naturale, soprattutto se i bambini non sono mai stati fuori casa prima (noi consigliamo di insegnargli il prima possibile a rimanere in compagnia degli amici procedendo sulla via dell’indipendenza). Vi posso assicurare però che si risolve in un paio di giorni al massimo, e soprattutto non viene vissuta come un trauma ma al contrario, fortifica il bambino e gli insegna a muovere i suoi passi nel mondo. La presenza di adulti in grado di rassicurare e confortare inoltre attenua moltissimo la nostalgia.

Allo stesso modo, è difficile che il campo estivo non piaccia, non sia gradito: è infatti estremamente motivante per un bambino il trascorrere le giornate giocando e divertendosi con i suoi amici. Sono anche le attività che è giusto che faccia, quelle “cose da bambino” di cui parliamo spesso.

L’unica nota dolente dei campi estivi, mi spiace dirlo, è il costo: un servizio di qualità infatti ha un prezzo non indifferente. Garantisce però la soddisfazione e la crescita dei piccoli.campi estivi

Occhio a chi si prenderà cura dei vostri bambini

Fare l’animatore non è una passeggiata: è vero che basta essere giocosi e con una certa attitudine al divertimento, ma quando si hanno in carico un bel po’ di bambini bisogna anche pensare alla loro sicurezza.

Dalle piccole attenzioni, come ricordare di mettere il cappello o avere la borraccia piena di acqua fresca quando c’è il sole fino alla gestione di piccoli infortuni senza mandare i bambini nel panico: occuparsi di un campo estivo richiede persone responsabili. In questo senso, per avere un’esperienza positiva è sempre bene conoscere prima le persone alle quali affiderete i bambini.

Alcune strutture, come i Kinderheim, organizzano incontri periodici con le famiglie per far conoscere la struttura e il personale, in attesa del soggiorno estivo. Questo rapporto di fiducia e collaborazione è utile e vi eviterà di stare in ansia per i vostri bambini.

Un consiglio da animatore di lunga data: spesso centri e strutture si avvalgono della collaborazione di ragazzi, non professionisti (a volte anche minorenni, volontari). Non è un male -io stesso ho cominciato così – perché l’entusiasmo che un giovane può trasmettere ai bambini è notevolissimo. Naturalmente non possiamo affidare loro il peso della gestione complessiva dell’attività : occorre che siano supervisionati con attenzione da esperti.

Un esempio: la Casa degli Scoiattoli

Come esempio di quello che può essere un campo estivo, vi segnaliamo la Casa degli Scoiattoli, Kinderheim che da oltre quarant’anni accoglie i bambini nel corso di soggiorni estivi e invernali.

La casa offre un parco di oltre 6000 metri quadrati attrezzato con campi sportivi e aree gioco, attività strutturate quali giochi in costume e gita in montagna con pernottamento nelle malghe, uno staff di educatori specializzati che seguiranno ciascun bambino dal risveglio alla nanna; insomma, da quello che potete vedere c’è da star tranquilli.