I ragazzi della via Pal di Ferenc Molnár

La storia è ambientata a Budapest nella primavera del 1889 e descrive la “guerra” in atto tra due bande di ragazzini della scuola media per la conquista di uno spazio libero per i giochi, cui la speculazione edilizia mette fine.

Il mondo dei ragazzi è contrapposto a quello dei grandi, ma sono i ragazzi a costruirsi regole e leggi autonome, un codice etico alternativo. I giovani eroi di via Pál giocano alla guerra, riuscendo a farle perdere quel carattere di violenza e di drammaticità proprio del mondo adulto.

CURIOSITA’

In molti, negli anni, hanno letto e amato il romanzo I ragazzi della Via Pal di Ferenc Molnár. Erroneamente, si pensa che Via Pál sia un’invenzione letteraria, quando in realtà esiste veramente, assieme a Via Práter dove, al N. 11, si trova la scuola che veniva frequentata dai ragazzi.

La città di Budapest ha onorato il ricordo di Molnár – famoso in Ungheria e negli Stati Uniti come drammaturgo – realizzando statue in bronzo in grandezza naturale di 5 dei ragazzi che furono protagonisti del romanzo; le statue sono state posate sul marciapiede di fronte alla scuola.

Come nelle prime pagine del racconto, i due fratelli Pasztor (appartenenti alla banda rivale dei ragazzi di Via Pál) stanno in piedi accanto alla porta della scuola, ed osservano con atteggiamento scanzonato i più piccoli (fra cui il “pulcino” del gruppo, Nemecsek) che giocano a biglie un po’ più in là, in un angolo dell’edificio; le cartelle con i libri di scuola sono abbandonate per terra, accanto a loro.

INCIPIT DEL LIBRO

Erano le dodici e tre quarti.
Proprio in quel momento sulla cattedra del laboratorio di scienze naturali, dopo lunghi e scoraggianti tentativi, nella fiamma incolore del becco di Bunsen apparve finalmente, anche se un po’ svogliata e quasi solo per non deludere tanta attesa eccitata, una luminosa striscia color verde smeraldo: provando in tal modo che una data combinazione chimica, che secondo l’affermazione del professore avrebbe tinto di verde la fiamma, effettivamente l’aveva tinta di verde.
E, alle dodici e tre quarti in punto, proprio in quel momento di giubilo, nel cortile d’una casa vicina si mise a suonare un organetto, spazzando via di colpo l’atmosfera solenne del grande avvenimento. La finestra era spalancata in quella tiepida mattinata di marzo, e le note, trasportate da una brezza primaverile, invasero l’aula.

(Ferenc Molnár, I ragazzi della Via Pal, traduzione di Mario Brelic, Giunti Editore, 2011)

FRASI

Per la prima volta nella sua vita pura di ragazzo gli si affacciò alla mente una vaga idea di ciò che è la vita, che ci spinge tutti a lottare, a volte con gran serenità e a volte con una grande tristezza.

Ci sono ragazzi ai quali piace obbedire, anche se la maggior parte preferisce comandare. Gli uomini sono fatti così!

Voi, ragazzi di campagna floridi e robusti, per stare all’aria aperta dovete fare solo pochi passi nella sconfinata pianura, sotto la bellissima e immensa campana di vetro azzurro che è il cielo.