RIDURRE I QUADERNI PER IMPARARE MEGLIO

Gianfranco Zavalloni, teorico della pedagogia della lumaca, in un capitoletto del suo testo “La pedagogia della lumaca.  Per una scuola lenta e non violenta“, parla dell’uso dei quaderni alla scuola primaria.

Come dirigente scolastico, il prof. Zavalloni aveva notato che i quaderni stavano proliferando, moltiplicandosi insieme alle materie (benché molte discipline, nell’arco dell’anno scolastico si limitino ad occupare appena 10-20 pagine). Questa crescita incontrollata, dovuta in parte al maggior numero di insegnanti, in parte alla suddivisione in aree della didattica, porta però alcuni effetti negativi: si appesantiscono gli zaini e si mettono in difficoltà gli studenti, che devono districarsi tra un’infinità di fascicoli e quadernoni.

LA SOLUZIONE? TORNARE AI DUE QUADERNI: A RIGHE E A QUADRETTI

Zavalloni auspica il ritorno ai due soli quaderni: quello a righe e quello a quadretti. Una scelta “leggera”, che permetterebbe di ridurre notevolmente il carico degli zainetti. Questa semplice soluzione, ha anche dei risvolti didattici: permette di utilizzare il quaderno come un vero e proprio ipertesto, lavorando su un indice e sulla capacità dei bambini di generare un archivio delle informazioni. In un mondo dominato dalla grammatica ipertestuale, il ritorno ad una soluzione classica potrebbe, paradossalmente, diventare un potente veicolo di innovazione.

L’importante, se si sceglie di ridurre i quaderni, è numerare le pagine e realizzare un indice delle varie aree tematiche. Un ottimo esercizio per permettere ai bambini di imparare a strutturare le informazioni.

BIOGRAFIA SINTETICA DI GIANFRANCO ZAVALLONI: Nasce a Cesena nel 1957. Dopo la laurea in Economia e Commercio, diventa il primo maestro di scuola d’infanzia romagnola di sesso maschile. Dopo 16 anni trascorsi nella scuola, diventa dirigente scolastico; in questo ruolo matura la convinzione che la pedagogia scolastica debba muoversi in direzione dei tempi lenti e della riscoperta della natura. Il prof. Zavalloni è scomparso nel 2012, dopo una vita dedicata a sperimentare e divulgare la sua “pedagogia della lumaca”.