Dolcefuturo #5: in che scuola li mando?

Benvenuti sulla nostra rubrica Dolcefuturo, piccole perle di modernità educativa, dolci come bigné ai mirtilli! Oggi vediamo alcuni suggerimenti per scegliere la scuola primaria.

Dolcefuturo #5: in che scuola li mando?

Per molti genitori è il momento di iscrivere i bambini alla scuola primaria; si tratta di una tappa spesso sottovalutata, visto che “non è mica la scuola superiore”, si tende a scegliere l’istituto più vicino e sperare che tutto vada bene. Perché la scuola primaria è di fondamentale importanza? Innanzi a tutto, è il primo momento di istruzione formale frequentato dal bambino (anche se sempre più spesso si vedono scuole materne che accelerano i tempi), ma soprattutto è il luogo in cui si approccerà allo studio, dal quale imparerà un metodo e una modalità.

Prima di parlare di questo, sarà bene fare due appunti su personalità e motivazione degli studenti; può sembrare noioso ma vi assicuro che è utile per comprendere le esigenze dei bambini. E se proprio vi dà noia, saltate il prossimo paragrafo e riprendete a leggere da sotto la foto!

La psicologia riconosce tre tipologie di studenti: quelli motivati, cioè che traggono piacere dallo studio e si applicano con costanza, quelli non motivati, ovvero coloro per i quali la scuola è l’ultimo dei pensieri, che non hanno interesse nello studio ed infine gli studenti de-motivati; questi ultimi sono studenti che hanno ricevuto feedback negativi dall’ambiente scolastico, verso il quale dimostrano un atteggiamento insicuro, ansioso e problematico. Sono quegli studenti che si cimentano prevalentemente in prove facili, che sono sicuri di superare e per i quali lo studio, soprattutto esami e verifiche, diventano momenti di sofferenza.

Andando oltre, sono stati identificati tre diversi approcci allo studio: quello superficiale, in cui lo studente ha scarsa conoscenza del materiale, non approfondisce e cerca di ottenere il minimo indispensabile; si tratta di un approccio strettamente legato a emozioni negative verso lo studio, ad ansia e insicurezza.
Vi è poi l’approccio strategico, in cui si cerca “il massimo risultato con uno sforzo contenuto”; qui l’interesse non è approfondire un argomento ma “gabbare il sistema”, preparandosi in vista della verifica. A questa modalità sono legati i ragionamenti probabilistici (studio bene questi due capitoli che sono quelli che mi chiederanno) e una certa varietà di strategie finalizzate al risultato.
Infine vi è l’approccio profondo, quello in cui lo studente legge tutto il materiale di studio, lo analizza e cerca collegamenti con quanto ha precedentemente studiato. E’ la modalità più proficua e soprattutto associata a sicurezza ed emozioni positive.

200344283-001

Il nostro interesse è quello di avere un bambino che possa essere uno studente motivato e che adotti un approccio quanto più possibile profondo allo studio. Questo non tanto per riempire il mondo di secchioni, ma per il suo benessere. Perché uno studente sicuro ed appassionato sarà meno soggetto allo stress legato alla scuola, perché vivrà con naturalezza i vent’anni di futura istruzione.

Quindi, siate attenti: andate a conoscere i futuri insegnanti, l’ambiente e non sottovalutate la possibilità di parlare con altri genitori i cui figli frequentino l’istituto. Ricordate che siamo nel paese della burocrazia, delle mille pagine teoricamente bellissime e mai applicate.

Per cui, fidatevi poco dei piani dell’offerta formativa e simili documenti; è più importante verificare se la scuola ha un laboratorio artistico e uno di scienze, verificare se le famiglie sono coinvolte – nei limiti delle loro possibilità – nella vita scolastica e se gli insegnanti attribuiscono o meno importanza alla fantasia e allo spirito critico dei propri giovani alunni.

Cercate quelle scuole in cui il voto non sia il primo e unico indicatore del successo, cercate un ambiente rassicurante e propositivo, in cui un bambino trovi stimoli e sfide senza essere messo all’angolo e giudicato.

Questi elementi possono essere trovati nelle scuole montessoriane, ma non solo: ci sono numerosi istituti virtuosi, attenti alla pedagogia e alla crescita dei bambini, anche rimanendo nella pubblica istruzione. Nel corso del mio lavoro ho conosciuto moltissimi insegnanti portatori di questa sensibilità, provenienti da tutti gli ambienti. Solo la vostra attenzione saprà fare la differenza!

 

E voi, come avete scelto la scuola per i vostri bambini? Siete soddisfatti della scelta fatta? 

Matteo Princivalle