Il boom della scuola all’aperto: pedagogia e natura

Oggi parliamo di scuola all’aperto



Pedagogia della natura: la scuola all’aperto

La natura finora è stata vissuta come un pericolo: abbiamo impedito ai bambini di arrampicarsi sugli alberi, di giocare nel fango, di costruire una capanna. Li abbiamo rinchiusi in aule asettiche e prive di stimoli, nella convinzione, forse un po’ ingenua, che si sarebbero appassionati alle lezioni rinunciando a vivere all’aria aperta. Peraltro un atteggiamento simile lo abbiamo adottato a casa.

Finché i poveri bimbi, privi di stimoli e spinti dalla noia, hanno trovato rifugio nella tecnologia digitale, nelle amicizie virtuali e nei videogiochi. Fortunatamente qualcosa si sta muovendo, prima che sia troppo tardi. In Europa il fenomeno è diffuso, con più di mille “scuola all’aperto” anche se naturalmente si tratta di esperienze spesso diverse da loro e che partono da intuizioni ed esperienze dei singoli dirigenti o pedagogisti.

Troviamo così un asilo nel bosco, in cui i bambini possono trascorrere le loro giornate in campagna, a contatto con piante e animali, così come classi di scuola primaria che utilizzano il bosco come spazio didattico.

Tra gli elementi caratterizzanti di una scuola all’aperto:

  • si cammina nella natura 
  • si interagisce con gli animali 
  • si esce anche quando piove 
  • si stabilisce con la natura un contatto profondo e spontaneo
  • si ricrea il legame perduto col mondo agreste 

Il principio fondamentale della pedagogia naturale è l’utilità didattica di tali esperienze. Stare nel bosco non significa giocare o fare ciascuno quel che vuole; è un modo differente di imparare, un percorso integrato ma ugualmente formativo. In questo senso è necessario che gli insegnanti seguano un percorso formativo con guide esperte: per imparare a insegnare nella natura.

Natura è esplorazione, ma anche apprendimento. In figura, due bambini esplorano una "sablonara"
Natura è esplorazione, ma anche apprendimento. In foto, due bambini esplorano una “sablonara”.

Tutte le scuole possono diventare “all’aperto”?

Il primo requisito è l’impegno, del dirigente, dei docenti e dei genitori. Bisogna verificare se gli spazi dell’istituto siano adatti alle attività che si vogliono promuovere, eventualmente stringere accordi e collaborazioni con enti vicini (parchi, cascine, fattorie didattiche) ed infine verificare le coperture assicurative per poterlo fare.

In Italia il concetto di scuola all’aperto sta fortunatamente prendendo piede tanto da essere arrivati al riconoscimento di una figura professionale addetta: il facilitatore per la sperimentazione nelle scuole all’aperto.

Ovviamente si può introdurre gradualmente questo modello educativo, a cominciare dai percorsi scuola-natura, passando per esperienze di lavoro in fattoria didattica o gite a tema. Anche se limitate nel tempo, si tratta di esperienze assolutamente benefiche.



E’ nato un nuovo coordinamento che si propone di mettere insieme e guidare le esperienze di scuola all’aperto su tutto il territorio nazionale, questo è il loro sito.

a cura di Matteo Princivalle