La scuola non è una gara: collaboriamo!

Un problema diffuso nel nostro mondo riguarda la questione della competizione. Siamo in un mondo difficile, che esaspera le relazioni mettendo tutti sul piano della gara.

Vi ricordate quando abbiamo parlato della competizione sana, parlando ai genitori? La competizione sfrenata è il male assoluto! Invece di confronti e macchinazioni, invitate un’altra famiglia a fare merenda con voi: servirà a portare un po’ di serenità nella vita di tutti. Oggi però vogliamo concentrarci sulla competizione scolastica, un altro fenomeno inquietante (eppure troppo diffuso).

La scuola competitiva

Purtroppo è un modello duro a morire. Una scuola basata sulla standardizzazione e su una scala di valori (i voti), in base alla quale classificare gli studenti stabilendo chi è migliore di chi.

Il modello competitivo è fondato su alcuni cardini:

  • il voto come momento centrale della vita dello studente
  • la prova individuale al centro, la prova di gruppo ai margini
  • il rapporto frontale tra insegnante e studenti, che si preparano individualmente alle prove
  • la scarsa attenzione al mondo interiore dello studente, alle sue emozioni e al suo approccio alla scuola

La scuola competitiva, modello da combattere, non ha nulla a che fare con le regole di classe. L’insegnante, in qualità di leader, deve esercitare fermezza; anche con una nota, quando necessario. La competizione è caratterizzata invece dall’ossessione per le valutazioni; la sua espressione più cupa sono i test standardizzati “modello Invalsi”, che vorrebbero catalogare milioni di bambini in una scala numerica.

La scuola collaborativa

Seguendo un modello collaborativo, la prospettiva è completamente ribaltata: i bambini in classe non sono più singoli in competizione per un risultato, ma un gruppo. Questo è il modello che ci piacerebbe vedere, una scuola che è una palestra di autostima e di impegno, ma che mette al centro le qualità umane.

Come riconoscere una classe in cui prevale la collaborazione? La risposta più semplice è: parlando con gli insegnanti, cercando di comprendere il loro punto di vista è la prospettiva pedagogica che adottano. Nessuna guida online potrà sostituire il rapporto umano.

Ci sono però alcuni elementi tipici:

  • i voti hanno un’importanza minore e relativa; sono altri i veri obiettivi della scuola
  • si creano piccoli gruppi di lavoro
  • vengono incentivate le modalità di studio collaborativo tra gli studenti, anche al di fuori della classe
  • si utilizzano tecniche fondate sul dialogo alla pari, ad esempio il circle time

Come una riflessione sulla scuola è utile alla famiglia?

Perché ci piace parlare di scuola? Perché proponiamo tecniche e prospettive che in famiglia non sono replicabili? Semplicemente, crediamo nel rapporto speciale tra genitori ed insegnanti, un rapporto basato su una profonda fiducia. A volte, anche sull’accettazione, da parte del genitore, di consigli che gli paiono apparentemente poco sensati.

Questo rapporto non è più scontato, come un tempo. Al contrario, sempre più spesso i genitori mettono in discussione gli insegnanti. Ecco che allora, trovare una linea comune, ad esempio questa sull’importanza di un ambiente collaborativo, può diventare la scintilla per accendere di nuovo quel legame magico tra scuola e famiglia.

E voi, avete scelto una scuola che mette in primo piano la collaborazione?