Un chilometro al giorno

Ogni mattina, i ragazzi della scuola primaria di Coggiola – in provincia di Biella – escono all’aria aperta per una bella passeggiata. Tra le 10:00 e le 10:20, infatti, interrompono le lezioni e si mettono in cammino. L’idea non è una novità assoluta: già due anni fa, una scuola del torinese aveva adottato la stessa buona pratica. Si tratta però di una piccola rivoluzione pedagogica, con due ricadute positive: la prima, sulla salute dei ragazzi; la seconda, sulle loro performance scolastiche.

In un paese come l’Italia, dalla scarsissima cultura sportiva, queste iniziative sono particolarmente preziose. Come sottolinea la Fondazione Veronesi: “quest’attività (camminare, ndr) solo apparentemente banale permette a chiunque, a costo zero e senza bisogno di essere degli atleti, di ottenere significativi benefici in termini di salute con controindicazioni praticamente inesistenti. Camminare aiuta a ridurre il livello di colesterolo “cattivo” (o LDL, lipoproteine a bassa densità che trasportano il colesterolo dal fegato alle cellule di tutto l’organismo) e alzare quello “buono” (o HDL, lipoproteine ad alta densità, che portano il colesterolo in eccesso dai tessuti corporei verso il fegato che ha il compito di smaltirlo). Camminare aiuta ad abbassare la pressione arteriosa, a controllare il rischio di diabete di tipo2, a tenere il peso nei limiti desiderabili”.

I benefici più consistenti si ottengono a partire dai 10.000 passi al giorno (circa 7 km per un adulto), ma “la differenza, incoraggiano gli esperti, si vede già con 150 minuti alla settimana di esercizio leggero, meno di mezz’ora al giorno, anche suddivisa in tre passeggiate da 10 minuti: fare una fermata di metro a piedi, andare a comprare il latte, portare il bambino a scuola senz’auto, uscire in pausa pranzo. L’unica regola è, appunto, la regolarità”.

Inoltre, non bisogna dimenticare gli effetti del movimento fisico sul rendimento scolastico. Ne abbiamo parlato in più occasioni, ma vale sempre la pena sottolineare come bambini e ragazzi, dopo l’attività fisica, riescono a concentrarsi di più e apprendono se tra una lezione e l’altra vi sono delle pause dedicate al movimento.

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